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IL 21 febbraio del 2001 Erika De Nardo, 16 anni, con la complicità di Omar Favaro, 17 anni, ha ucciso sua madre e suo fratello. Non solo: ha accusato un innocente, ha mentito, ritrattato, mentito di nuovo.
Se ci ha gettati nello sgomento, però, non è soltanto per la gravità del crimine: Erika ho spostato le frontiere dell'orrore, le ha rese domestiche. Le ha situate in un interno borghese, perfino virtuso. Fra la gente perbene. Erika rassomiglia troppo ai ragazzi normali. E', contemporaneamente, turpe e banale, estrema e mediocre, cattiva e sciocca, colpevole e ingenua. Il suo gesto ha disordinato il tranquillo scenario delle nostre convinzioni. Ora, tre anni dopo il delitto e un anno dopo che è stata definitivamente condannata, su Erika è sceso il silenzio. "Si è richiuso su tutto quel sangue versato, commentato, esposto. Ha coperto le impronte, le intercettazioni, le confessioni involontarie, le bugie. Ha coperto la tragedia e la commedia che tragedia ha bruscamente interrotto. Il silenzio si è sostituito alle accuse, allo sconcerto, all'orrore. E' sceso su di te come un sudario, a ripararti dagli sguardi, a spegnere l'attenzione. Tutti ne parlano, attorno a te, di questo silenzio, te lo porgono come un dono, lo brandiscono come una spada contro chi vuole ancora parlare. E' diventato un 'progetto educativo', il silenzio. I riflettori, dicono, ti hanno fatto male. Non si può regalare una ribalta a una giovane narcisista.
Non si può premiarla con la notorietà dopo che ha ucciso. Infatti, non si può.
Ma non si può neanche premiarla col silenzio, dopo che ha offeso le nostre certezze.
Lei ha bisogno di silenzio, noi abbiamo bisogno di risposte" o almeno di continuare a porci delle domande, a riflettere, a pensare, perchè Erika è un caso estremo, ma il freddo che è dentro di lei, potrebbe essersi insinuato anche in altri corpi giovani, in altre anime. Come una malattia. E la colpa potrebbe essere anche nostra.
16/02/2006
Una riflessione molto onesta, molto personale che mi ha colpito ed emozionato. L'episodio di cronaca è il punto di partenza, la molla che ha fatto scattare il libro. La scrittrice riflette, si interroga, ma non giudica, neanche quando le sue emozioni prendono il sopravvento. Imperdibile per chi ha dei genitori e/o dei figli.
15/04/2004
Gualco Giovanna - giovannagualco@virgilio.it
Si tratta dell'ennesima speculazione su un fatto di cronaca estremamente drammatico camuffato da tentativo di comprenderne le ragioni.L'autrice ha riportato pettegolezzi raccolti qua e là per le strade di Novi Ligure senza dimostrare rispetto né per i sentimenti del padre di Erika né per quelli della madre di Susy.

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