Frank Schatzing
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Colonia, 1260. Gerhard Morart sa bene che non potrà mai completare la costruzione della "sua" cattedrale prima di morire. Quello che non sa, purtroppo, è che la morte non tarderà ad arrivare: qualcuno infatti gli tende un agguato su un'impalcatura dell'edificio e lo fa precipitare a terra. Un delitto a sangue freddo, che tuttavia ha avuto un singolare testimone: Jacop, un ladruncolo che si trovava su un melo lì accanto, intento a rubare i frutti succosi per placare la sua eterna fame. Anziché darsela a gambe, Jacop si avvicina a Gerhard, ormai morente, che gli sussurra qualcosa all'orecchio. Così facendo, però, il ladruncolo rivela la propria presenza all'assassino, il quale si lancia in una caccia spietata per ridurlo al silenzio.
Formato:
Rilegato
Pagine: 459
Lingua: Italiano
Editore: Nord
Anno di pubblicazione 2006
Codice EAN: 9788842914631
Traduttore:
E. Cervini
Generi:
Gialli e Fantasy,
Gialli e Thriller
Romanzi e Letterature,
Romanzi Stranieri Contemporanei
2008-07-15
Un bel libro senza troppe pretese. Comunque non un passo falso come dicono in molti visto che il diavolo nella cattedrale è del 1995 quindi precedente al quinto giorno, ma pubblicato in Italia solo dopo.
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2008-06-21
Salvatore Rizzo
lafcadio2@hotmail. it
Ambientare un romanzo nel Medioevo è una cosa ardua. Il periodo presenta molte variabili storiche che bisogna conoscere; pure selezionare gli aspetti più rappresentativi senza togliere assi all'impalcatura costruttiva e dentro questa sviluppare la storia vera e propria. Insomma, Shatzing non è Umberto Eco. I suoi personaggi, a partire da Jacop La Volpe, dal bieco e pur fascinoso Urquhart, dall'intellettiale Jasper (che molto richiama proprio il Guglielmo da Beskerville di Eco)e dalla ''emancipata'' Richmodis, risultano fuori luogo. Nel senso che, leggendo la trama, non si respira l'ambiente del Tredicesimo secolo, ma quello di oggi che ha costruito una scena d'ambiente per una recita occasionale. Uscendo per strada, ho come l'impressione di poter benissimo incontrare questi personaggi. Al contrario quando ho finito di leggere ''Il nome della Rosa'', ho avvertito un profondo senso di nostalgia: la lettura mi aveva calato nell'atmosfera di un Basso Medioevo di cui m'è dispiaciuto uscire. La stessa cosa non posso dire per Shatzing. Ma, del resto, è comprensibile: un romanzo storico non è facile se non si possiedono concreti strumenti ermeneutici: Eco ce li ha. Tutto qui. Invece ne ''Il quinto giorno'' l'Autore è stato veramente magistrale nell'intessere una trama che, a mio giudizio, è perfetta. Interessante e per la novità geniale legata agli ''iir'' e per i personaggi in cui l'analisi introspettiva ha conferito al testo uno spessore anche esistenziale. Mi è piaciuto. E non bisogna fare confronti. Quello è un libro e questo un altro. Il segno della genialità non segue linee uniformi;contrariamente il discorso si banalizzerebbe. Anche la qualità ha le sue variabili e bisogna accettarle. Un buon lettore, che è anche un intellettuale, questo lo sa.
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2007-08-09
Giacomo
jaggernaut67@hotmail.com
Tutto il libro è un lento, lentissimo movimento verso un colpo di scena poco emozionante e scontato. La descrizione storica è stata molto tirata via, non come 'I pilastri della terra' in cui sembrava di essere lì. Non lo consiglio affatto insomma.
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2007-08-08
Paolo Moraca
paolo_moraca@libero.it
E' ovvio che dopo il "Il quinto giorno" e dopo aver vinto il premio Bancarella 2007, ci si aspetta un bel libro... bè, non è propriamente un capolavoro... L'ambiente in cui si sviluppa la trama non favorisce lo spettacolo... si difende fra i romanzi di media caratura, senza pretese appunto. La cosa più difficile quando si ha tanto successo, caro Frank, è riuscire a ripetersi!
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2007-05-12
Sono d'accordo con la maggioranza delle recensioni, un pò delusa, ci si aspetta qualcosa di più dopo aver letto il quinto giorno.
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2007-05-08
Dopo aver letto ''Il quinto giorno'' mi aspettavo molto di più da Schatzing. ''Il diavolo nella cattedrale'' è un libro che non mi ha esaltato tantissimo. Godevole il personaggio del decano Jaspar, un po' sottotono quello del protagonista Jacop. Il finale non mi ha entusiasmato.
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2007-03-01
Vincenzo
zen23@tiscalinet.it
E' un romanzo molto gradevole e ben costruito.
C'è poca suspance, questo è vero, ma l'ambientazione e la prosa di Schatzing non annoiano mai. Inoltre, i personaggi sono molto credibili e, qua e là, l'autore inserisce delle piccole ''perle di saggezza'' che fanno molto riflettere il lettore.
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2007-01-15
Un bel libro, dal leggere velocemente, che non riesce però a scaldare il cuore.
Una via di mezzo tra l'erudizione storica ed il giallo, e come tutte le vie di mezzo ha poche caratteristiche originali.
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2007-01-05
Nettare
ilnettare@libero.it
sono rimasto un pò deluso! Chi ha letto ''Il quinto giorno'' si accorgerà subito che la storia non è a quei livelli: penso sia stato scritto prima dell'altro. La storia sembra non decollare mai e la trama mi sembra abbastanza banale. Spero che questo sia il tipico passo falso di tanti scrittori che dopo il primo successo devono partorire in tempi brevi un altro libro.
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2007-01-02
Alexander
alexander13@virgilio.it
Divertente come vedere un film. Ben descritto e ambientato. Un libro da leggere in poco tempo, non certo da gustare e su cui riflettere però una lettura piacevole con dei bei personaggi.
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2006-12-30
Guida turistica della Colonia del '200; scarso interesse come thriller; limitato dal punto di vista culturale.
peccato!
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2006-11-28
DALL'ESSERE UN CAPOLAVORO TIPO ''I PILASTRI DELLA TERRA'', RIMANE UN LIBRO GODIBILISSIMO E SCRITTO IN MODO MOLTO SCORREVOLE SENZA DILUNGAMENTI ECCESSIVI IN ESTENUANTI DESCRIZIONI!
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