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La Forra Oscura è stata sigillata e la Terra Nascosta è salva, anche se questa volta il prezzo da pagare è stato molto alto: Tungdil Manodoro, ferito al cuore, è rimasto intrappolato in quel mare grigio. Inoltre nuovi pericoli incombono: gli albi e i draghi sopravvissuti imperversano per i regni, terrorizzando la popolazione, e la barriera protettiva che divide la Terra Nascosta dalla Forra Oscura è sempre più debole. Boindil e Goda la sorvegliano giorno e notte, tuttavia l'inevitabile non può essere fermato: il diamante che irradia il potere magico dello scudo si disintegra e un esercito di creature del male, guidato dal Kordrion, attacca la guarnigione di nani. Da quell'ammasso di mostri, però, emerge una figura del tutto simile a Tungdil Manodoro. Ma è davvero lui, di ritorno dalla Forra Oscura, oppure si tratta di un essere malvagio, celato sotto le sembianze dell'eroe che aveva sacrificato la propria vita per salvare i compagni? Al colmo della gioia per aver ritrovato il vecchio amico, il Rabbioso non ha dubbi sull'identità di Tungdil, mentre Goda è più diffidente e teme che la Forra Oscura abbia mutato lo spirito di colui che ha forgiato la Lama di Fuoco...
18/08/2011
Per combattere il Male alleati con esso, il Male è una pianta lussureggiante e rigogliosa che condivide le stesse radici del folto Albero del Bene e l'uno fa ombra all'altro, alternandosi; dopo il riscatto del terzo tomo, il mondo fantasy di Heitz erompe in tutta la sua potenzialità, esplodendo in un susseguirsi di eventi che dalla prima parola all'ultima enunciano che ci sono amici e ci sono nemici, ma non esistono buoni e cattivi e molto spesso gli uni si confondono con gli altri; il nuovo e affascinante tungdil ne è portavoce compendiando in sé una ambigua duplicità che risulta essere l'anima viva e pulsante di un mondo nel quale nulla è come appare; pur non riuscendo del tutto a liberarsi dell'approccio empirico dell'autore, la magia riesce finalmente ad esprimersi (quasi) per ciò che dovrebbe essere, permeando la quotidianità e vincendo persino la ritrosia dei nani nei suoi confronti; in realtà Heitz non sembra ancora ben sapere cosa in realtà sia la magia, il che lo fa cadere ripetutamente in allusioni generiche e descrizioni approssimative facendo apparire patetiche le figure dei maghi; così come patetici sono tutti gli umani, soprattutto i discendenti dei grandi personaggi di 250 anni prima che, scimmiottando in modo penoso i propri antenati, ne imbrattano la memoria e ne escono essi stessi ridicolizzati; spettacolari invece i nuovi albi, affascinanti portatori di arte sublime e geniali efferatezze, purtroppo incrinati dalla spietata trascuratezza dell'autore; in essi riscontriamo un nuovo tributo -e non è il solo, tra un nano e un albo Heitz si è certamente abbeverato alla gustosa fonte di martin- che Heitz paga, questa volta, alla fantascienza cinematografica di penultima generazione; deludente il sommario e semplicistico finale nel quale il lettore si ritrova in una troppo attesa battaglia finale cucita come un patchwork non molto ben riuscito, riscattata però dalle ultime pagine - l'omissione di soccorso è un crimine pari al tradimento- e dal profondo epilogo; dalla prosa semplice e accattivante non emerge quindi un capolavoro -non sia mai detto che Heitz ci faccia sentire la mancanza dei suoi famosi strafalcioni- ma un intrigante fantasy a suo modo sagace e dotato di spessore, permeato di intrighi, colpi di scena e misteri insvelati, che tra dubbi e domande induce il lettore a fare la propria scelta... lui, l'autore, l'ha già fatta schierandosi e identificandosi con l'indiscusso protagonista di questo volume.

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