Duecento anni, dalla fine del Cinquecento alla seconda metà del Settecento: questo l'arco storico che Mario Manieri Elia ha idealmente assunto per definire i limiti della ricerca i cui esiti vengono proposti in questo volume. Ma curiosamente complesso è il fenomeno dell'architettura barocca in Puglia che, come dichiara lo stesso Manieri, ogni pur pertinente periodizzazione rischia di rivelarsi inefficace. I riferimenti si dilatano e con essi le prospettive che lo storico deve abbracciare per cogliere la reale complessità del proprio "oggetto", come i saggi qui raccolti dimostrano. Con dovizia di informazioni, attraverso immagini accolte in profondità, Manieri Elia, che al barocco pugliese ha dedicato studi pionieristici, giunge così a proporci un quadro che ricompone, senza annullarne la cristallina complessità, un piccolo, grande mondo culturale.
Contribuendo ulteriormente a superare le schematiche contrapposizioni storiografiche tra "centri" e "periferie", tra "innovazione" e "ritardo", gli studi di Manieri ribadiscono come sia ormai impossibile attribuire quanto si manifesta ai margini di fenomeni apparentemente totalizzanti, in aree culturali separate, in ambienti circoscritti, a ciò che in definitiva parrebbe segnato dall'inattualità, un valore eminentemente negativo. Semmai nascono proprio nelle periferie culturali solide resistenze al movimento lineare della storia, che permettono di misurare e conoscere la reale portata delle energie che i grandi fenomeni sprigionano. Energie nascoste si conservano ai margini, protette dalla propria inattualità: le stesse energie che rendono così affascinante la vicenda architettonica che queste pagine ci restituiscono. Un mondo ristretto, ma non chiuso, culture diverse ma non marginali: questo il terreno ove affondano le radici del barocco in Puglia.
