"Amare le bambine significa sapere, sempre, di non poterle amare, o di doverle perdere. L'età eletta, l'infanzia, è un fiore estivo di effimera bellezza, sbocciato sull'orlo di un crepaccio e consumato dall'aria che lo nutre: ha la straziante prerogativa della brevità, si espande in un attimo, s'illumina, respira, si chiude, si spegne, appassisce in fretta - una, due stagioni - nell'esplosione di una maturità ripugnante...". Romanzo di introspezione di grande audacia e di grande respiro, "Il bacio della Medusa", che stupisce per le ambizioni che persegue e che impavidamente realizza, ha rivelato una nuova narratrice capace di ridarci un melodramma di passione e di morte. Melania Mazzucco è nata a Roma appena nel 1966, ma la sua sorprendente maestria nel variare stilistico e matematico della scrittura ha saputo raccontare due donne affascinanti come Norma e Medusa, votate a incontrarsi proprio perché diverse. Tradotto in vari paesi, finalista al premio-Viareggio oltre che allo Strega, il che è assai raro per un'opera prima, questo romanzo ha costituito uno dei casi letterari della stagione 1996.

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