9ª ed.
Isaac Asimov
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Con I robot dell'alba, un'altra pietra miliare della sterminata saga spaziale che vede uomini e robot uniti per la conquista della Galassia, si conclude la trilogia robotica di Isaac Asimov, di cui sono già usciti i primi due capitoli, Abissi d'acciaio e Il sole nudo. "I tre romanzi, infatti - come ricorda Giuseppe Lippi nell'introduzione - non solo sono legati da uno sfondo tematico comune, ma anche dalla presenza di una memorabile coppia di protagonisti, quei Lije Baley e R. Olivaw che sono diventati tra i più famosi personaggi della fantascienza americana". Baley, questa volta, sul pianeta Aurora, conosciuto anche come il Mondo dell'Alba, dovrà cercare di svelare la trama che ha portato a un crimine di tipo insolito: la 'morte' di un robot. Ma dietro la risposta che Baley potrà trovare si celano un enigma e un'opportunità ancora più grandi: chi dovrà colonizzare l'Universo, l'Umanità o le macchine simili all'uomo, i robot?
Formato:
Tascabile
Pagine: 484
Lingua: Italiano
Titolo originale: The robots of Dawn
Lingua originale: Inglese
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione 1986
Codice EAN: 9788804403036
Traduttore:
Delio Zinoni
Generi:
Gialli e Fantasy,
Fantascienza
Romanzi e Letterature,
Romanzi stranieri contemporanei
2010-01-27
Ma cosa scrivono questi personaggi qua sotto??!!! Fanno il riassunto completo del libro??????? Esprimete un giudizio e basta altrimenti rovinate il libro a chi vuole leggerlo. VERGOGNATEVI. Detto questo il libro per me è bello, a mio avviso il migliore del ciclo dei robot. Giskard mi ha suscitato un po' di inquietudine, ma è stato eccezzionale. Colpi di scena a non finire, anche quando meno te l'aspetti.
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2004-10-28
enrico
sirgawain@libero.it
Aldilà della simpatia che si possa provare per il protagonista di questo romanzo, il detective Baley e il suo improbabile braccio destro umanoide Daneel, il vero elemento innovativo che viene introdotto in questo romanzo è dato dalla figura di un robot minore, R Giskard Reventlov. Questo (perché nemmeno in questo caso la lingua italiana gli consentirebbe il questi) sebbene possa sembrare un semplice aiutante dell' altro aiutante maggiore, il robot umanoide, svolge un ruolo fondamentale nello svolgimento dei fatti a causa di una caratteristica del tutto propria ricevuta in dono per errore durante la sua
costruzione. Tutto questo viene scoperto alla fine del romanzo ricomponendo all'istante nella mente del lettore una serie di anelli mancanti che rendevano instabile il quadro generale. Ma per chi chi vorrà continuare nella storia scoprirà, leggendo il libro successivo - I robot e l'impero -, che questo errore casuale rappresenterà la base per l'evoluzione robotica che vedrà Reventlov rielaborare, in uno sforzo di autocoscenza, le tre leggi della robotica per renderle talmente generali da essere applicabili non più al solo presente ma utilizzabili anche in chiave escatologica per il bene dell'uomo, inteso come umanità e non come singolo individuo. Il robot si libera quindi di quel limite che vede la propria azione isolata al presente e ai presenti ed estende il proprio raggio di intervento includendo due concetti.
del tutto nuovi: umanità e futuro. Questa evoluzione rimarrà comunque limitata a un solo esemplare, che non
sarà Reventlov bensì colui che ne erediterà i poteri, ma che da solo saprà comunque guidare e influenzare
il futuro dell'uomo nei millenni a seguire...e da qui si passa al ciclo delle Fondazioni.
Buona lettura a tutti.
enrico
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2004-07-30
Il romanzo risulta avvincente, ma rispetto ai due precedenti scritti negli anni 50, i personaggi sono stati modificati: il dottor Fastolfe da semplice esperto di robotica al sevizio della polizia degli spaziali è diventato un guru della scienza tanto da pensare per primo alla psicostoria, fino allora creata dal solo Seldon e gli viene attribuita la paternità di R. Daneel Olivaw, mentre il dottor Sarton, che in ''Abissi d' acciaio' 'viene preso come creatore del robot tanto da farlo a sua immagine, è degradato a semplice meccanico. Baley invece quì pare follemente innamorato di Gladia Delmarre mentre ne ''Il sole nudo'' ne era solo incuriosito perchè ragazza di altre usanze; quest'ultima poi viene trasformata in una ninfomane che va pure con i robot; Daneel infine non è più neanche una spalla, ma si limita a fare da maggiordomo a Baley.
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2004-02-25
Sinceramente non mi aspettavo che a quasi trenta anni di distanza Asimov cambiasse la storia: ha dato la paternità di Daneel a Fastolfe mentre nel primo romanzo scrive che è stato creato dal dottor Sarton ed ha reso il primo da semplice polizziotto un genio della robotica; nel primo romanzo si può vedere come Elijah abbia un rapporto molto speciale con la moglie Jessie e ciò lo si può vedere nella parte in cui si parla del loro primo in contro ed i discorsi sul nome intero di lei: Jezebel. Nel terzo romanzo l'autore fa trasparire che il protagonista si è follemente innamorato di Gladia Delmarre, una per la quale nel secondo libro aveva avuto un pò d' infatuazione, ma nulla più. La stessa poi viene fatta diventare una linfomane disposta ad andare persino con i robot; Daneel poi viene messo quasi in disparte. In conclusione dico che Asimov poteva almeno riprendere tutto di quello che aveva scritto negli anni 50.
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