Centonovantanove sono gli scalini che ogni giorno Sian, una giovane archeologa, deve salire per raggiungere gli scavi in un'abbazia nello Yorkshire. Un giorno incontra un uomo, Mack, e il suo cane. I due diventano amici, anche se non potrebbero essere piú diversi: lei turbata da un passato drammatico, lui estroverso e sfrontatamente cinico. Mack le consegna una lettera del XVIII secolo in cui un certo Thomas Peirson confessa l'omicidio della figlia. Questo "baleniere e mercante d'olio" s'intromette negli incubi notturni di Sian, che avverte persino la presenza di un fantasma.
Un'altra metamorfosi di un autore che non smette di sperimentare con i generi romanzeschi. Dopo il romanzo vittoriano del "Petalo cremisi" e quello di fantascienza di "Sotto la pelle", ora Faber si diverte con quello gotico, e racconta la delicata poesia di un'anima visitata dai fantasmi del proprio passato.
23/08/2006
Agata - agatad@libero.it
E' il primo libro che leggo di Faber, ma l'ho divorato in poche ore, non solo perchè è piccolo, ma perchè è molto intrigante e ti tiene costantemente incollato alle pagine per sapere come va a finire... Anche se il finale (per fortuna) non è scontato! Bello! Lo consiglio!

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