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-15% Guerra santa? Il terrore nel nome dell'Islam John L. Esposito 978883431992
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Guerra santa? Il terrore nel nome dell'Islam


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Come può una religione giustificare, e addirittura invocare il massacro di vittime innocenti? Ciò che parrebbe un controsenso è invece la domanda tragicamente aperta dal crollo delle Torri gemelle e rinfocolata dal crescendo degli episodi terroristici commessi 'nel nome dell'Islam'. Se da un lato questa esplosione di violenza annichilisce la ragione, dall'altro chiede di essere compresa e suscita molteplici interrogativi. Chi sono gli estremisti islamici autori dei devastanti attacchi dell'11 settembre e perché odiano l'Occidente? Quali sono i loro obiettivi? E davvero l'Islam insegna che essi verranno ricompensati per le loro azioni? John L. Esposito, profondo conoscitore del mondo musulmano e uno dei più influenti studiosi del rapporto tra Islam e politica, risponde con chiarezza e cura all'urgenza di queste domande. In maniera diretta e rigorosa illustra gli insegnamenti del Corano e del profeta Maometto sul jihad e sull'uso della violenza; risale alla nascita dei gruppi estremisti esaminandone la strategia globale; ripercorre le vicende personali dei 'protagonisti del terrore', a cominciare da Osama bin Laden. In tal modo porta all'evidenza e smaschera alcuni rischiosi e fondamentali equivoci: bin Laden e gli altri terroristi, argomenta Esposito, "hanno dirottato l'Islam per scopi profani" e le loro criminali pretese sono tutt'altro che "un ritorno agli autentici insegnamenti della fede". Essi sfruttano la religione per giustificare il proprio illegittimo, personale jihad, proclamato senza autorità alcuna e condotto non solo contro l'Occidente, ma contro gli stessi governi musulmani. Quanto all'antiamericanismo (e antieuropeismo) diffuso nelle società arabe e musulmane, esso è l'esito non tanto del fondamentalismo religioso quanto del risentimento nei confronti della politica americana e dell'imposizione del 'modello occidentale', da parte di chi, pur respingendo la violenza perpetrata in nome della propria religione, si chiede tuttavia se "essere moderni significa che la nostra sola opzione è pensare, parlare, vestirsi come loro?". L'analisi attenta di John L. Esposito si contrappone così a ogni lettura semplicistica del mondo musulmano e a un inevitabile 'scontro di civiltà' quale corollario della lotta al terrorismo. Fare luce sulle ragioni dell'odio e del radicalismo rimuovendo ciò che li fomenta, ma anche saper guardare 'l'altro da noi' con occhio più libero e consapevole, e dunque meno ostile: ciò è necessario, sostiene Esposito, se vogliamo attenuare i conflitti che altrimenti le generazioni future si troveranno ad affrontare in termini sempre meno gestibili e se, malgrado i segnali di crisi, intendiamo offrire concreto alimento alle speranze di una pace intesa come sicurezza e rispetto reciproco.


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