"Giorno dopo giorno" è il diario intimo dei pensieri, degli incontri, dei viaggi, dei libri letti e di quelli scritti da Alain Elkann, e parla di amicizia, di delusioni, di qual è il compito, il lavoro di uno scrittore. Il libro si svolge in un arco di tempo riconducibile agli ultimi mesi di vita di Giovanni Paolo II, e spazia dalla meditazione sul valore dei sentimenti al mestiere dello scrittore nel nostro tempo, dall'importanza del dialogo tra le religioni al senso di impotenza di fronte alla violenza della natura, criticando la spettacolarizzazione dell'Olocausto e interrogandosi sul suo singolare destino di ebreo che si sente vicino anche al complesso mondo cattolico. Cos'è la politica, oggi, se non soltanto potere?, scrive l'autore che rivendica il diritto di uno scrittore alla "lentezza" e si interroga sui pensieri a lui sconosciuti del suo cane o sui massimi sistemi che reggono il mondo. Sì, perché lo scrittore è testimone privilegiato in quanto sa scrivere quello che sente e quello che vede. Per questo le pagine del diario di Elkann ci pemettono non solo di conoscere i suoi pensieri "giorno dopo giorno", come recita il titolo del libro, ma di ritrovarsi come lettori a condividere le ansie, i bisogni, i desideri che sono comuni a tutti gli uomini e le donne alle prese col mondo odierno. Elkann viaggia e si sofferma a pensare, a osservare, portandosi per mano il lettore, le grandi tragedie, la morte di un papa, la morte di un principe, oppure una passeggiata a Parigi, l'incontro casuale con un grande artista, l'antisemitismo e la riflessione di un bambino che chiede "il maestro di un cane è un cane?". Questo libro è un'accorata testimonianza di fede e di vita vissuta "giorno dopo giorno".
30/10/2005
Federico Gilardi - federico.gilardi@virgilio.it
In ''Giorno dopo giorno'' ho ritrovato lo stile di Elkann che definirei lieve. Spesso per comunicare pensieri complessi i maitre a penser scrivono testi lunghi, colmi di parole difficili. Elkann predilige una scrittura nitida ed essenziale; attraverso brevi frammenti di vita quotidiana ci trasmette molto di piu': le inquietudini, le domande, le speranze che sono di tutti noi. Consiglio la lettura dei suoi libri che potrebbero essere raggruppati in tre filoni: i romanzi, che gli insegnanti di italiano dovrebbero far leggere ai loro ragazzi tanto sono ben scritti; le interviste, con domande essenziali che sollecitano risposte chiare e lucide; i percorsi nelle tre grandi religioni in compagnia di altrettanti saggi maestri. Insomma: quattro stelle ad Alain, da non perdere!

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