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Tra il 1° e il 2 agosto 2008, sulla parete sud del K2, si è consumata una delle più grandi tragedie della storia dell'alpinismo. Una serie di fatalità e il crollo di un seracco all'altezza del Collo di bottiglia, il canalone di roccia e ghiaccio che porta alla vetta, hanno dato il via a una imprevedibile catena di eventi che ha causato la morte di undici alpinisti. Sulla "montagna degli italiani" c'era anche Marco Confortola che, dopo aver conquistato la cima, da "cacciatore di ottomila" è diventato preda del gigante himalayano e impotente spettatore dell'atroce destino dei suoi compagni di scalata. Quella che doveva essere un'impresa sportiva si è trasformata in una lotta per la sopravvivenza nella "zona della morte" che lo ha costretto a misurarsi con i suoi limiti fisici e mentali. "Giorni di ghiaccio" è la cronaca di quelle terribili ore di paura, disperazione, dolore, fatica; ma è anche la testimonianza della forza, del coraggio, della generosità di alcuni protagonisti di quella drammatica vicenda.
Marco Confortola è un "cacciatore di ottomila": a soli trentotto anni ha già calpestato la vetta dell'Everest, dello Shishsa Pangama, dell'Annapurna, del Cho Oyu e del Broad Peak. "Selvadek" (selvatico), come lo chiamano gli amici d'infanzia, perché fin da bambino preferiva la solitudine della montagna ai giochi tra compagni, racconta la sua passione divenuta tormento per quella che, nell'agosto del 2008, si è trasformata in una delle più grandi tragedie dell'alpinismo mondiale: l'assalto alla vetta del K2. A causa di una serie di fatalità, infatti, Marco Confortola divenne preda della montagna himalayana e impotente spettatore del tragico destino dei suoi compagni di scalata che, nonostante i tentativi di soccorso, non riuscirono a fare ritorno dall'inferno di ghiaccio. Con una prosa asciutta e semplice, Confortola scrive dell'adrenalina, della paura del fallimento e poi di quelle terribili ore di paura, disperazione, dolore e fatica: una testimonianza di tenacia e coraggio in cui vita e morte sono divise da un filo sottilissimo. Una sfida che è costata la vita a 11 alpinisti e che ha cambiato per sempre la vita di Marco.
Athena Barbera
10/03/2011
Mi è piaciuto moltissimo. Libro molto scorrevole e coinvolgente. Posseggo numerosi testi di letteratura di montagna e mi ha sorpreso il fatto che Confortola se la sia cavata così bene, certamente assistito da ottimi 'professionisti del libro'. Lo consiglio a tutti.
16/07/2009
libro davvero deludente se abituati ai grandi scrittori dell' alpinismo .....banale e con scarsa capacita' di coinvolgere ...dispersivo e poco concentrato sul fatto principale ossia l' incidente ...troppo autocelebrativo ....Confortola se la tira e cerca di atteggiarsi ai grandi dell' alpinismo pur non avendone i gradi

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