Parlare di calcio per non parlarne. Alex Bellos ha attraversato l'immensa patria del bel gioco per trovare nel pallone e nei suoi protagonisti - ricchissimi professionisti o sconosciuti predatori che siano - la chiave con cui interpretare e spiegare i misteri di un popolo e i suoi eccessi. Perché in tutte le arti, in ogni forma di costume (dalla danza alla musica, dalla religiosità animistica alle soap opera, dalla sessualità al... calcio), lo stile di vita brasiliano è quello dell'impossibile e sublime eclettismo. Nel caso del calcio, poi, magia, fanatismo e arte di arrangiarsi sono le molte facce di un carattere nazionale inafferrabile: dai club di fan più accesi e pericolosi, che fanno paura anche alla loro squadra, ai santuari pieni di reliquie calcistiche, dagli stregoni assoldati dalle società per scacciare il presunto malocchio che le fa perdere al disoccupato dal look stravagante che viene pagato dagli sponsor per mostrarsi nelle immagini dei grandi eventi sportivi, dal calcio-fango giocato sulle rive dei fiumi amazzonici al nostalgico che gestisce l'unica bottega del Paese di calcio-bottoni, ogni personaggio di questo continente di umanità che si chiama Brasile contribuisce al fascino delle sue insolubili contraddizioni. Ma altri contrasti vanno aggiunti, come lo strapotere dei dirigenti di società, spesso deputati nazionali, o una Federazione calcistica nazionale corrotta e criminale, Che, a detta di alcuni, ha trasformato il mercato interno in una vetrina per i club europei. Nella sua 'recherche' Bellos ha documentato trionfi e sconfitte della Nazionale, ha ricostruito la vera storia di miti come Garrincha ma anche quella di anonimi figli delle favelas che giocano nel gelo del Nord Europa dove inscatolano pesce. E' riuscito a spiegarci come, lungo tutto un secolo, il Brasile ha cambiato il calcio e come questo ha plasmato il Brasile, e ce ne ha regalato uno spaccato unico, lontano dall'ufficialità ipocrita dei Mondiali e della loro iconografia, restituendoci alla fine, senza filtri e stereotipi, quella fantasiosa valorizzazione della vita che è un po' l'essenza dell'anima carioca.
16/01/2005
francesco borsò - frabor2@tele2.it
In qualità di grande amante del calcio brasiliano e appassionato del profondo legame che lo lega alla società, ho letto questo libro rimanendone profondamente deluso. Bellos infila in questo gran calderone di tutto e di più, senza un filo logico, passando da biografie di grandi campioni alla storia dei singoli club, dal rapporto calcio-superstizione alla profonda spiritualità della società brasiliana. Troppi concetti ovviamente trattati in maniera superficiale e sbrigativa. Per chi ha a cuore la grande narrativa sociologico-calcistica latino-americana (Galeano e company per intenderci) testo tranquillamente da ignorare.

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