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26/03/2011
Steinbeck crea Tom Joad, lo tira fuori dalla prigione e gli affida il compito di ritrovare la famiglia. Fin qui una storia come tante altre, probabilmente, ma l'autore va oltre: gli costruisce attorno la nuova realtà contadina dell'America della grande depressione Anni '30 - condizione in cui si ritrovarono migliaia di famiglie che, con la tristezza nel cuore dovuta allo sradicamento dalle loro terre, in cui sono nati e morti, affrontarono un viaggio verso la Terra Promessa all'insegna della speranza -, e lo manda in giro perché si faccia un'idea di cosa l'aspetta. Sarà un viaggio che gli darà coscienza sociale e insieme a essa la consapevolezza di volerne far parte, per lui e per quelli come lui, contadini che volevano solo continuare a coltivare la terra. E nel mentre, Steinbeck ci piazza un corollario di vicende umane che possono solo avvicinare chi legge a chi sta soffrendo.
03/01/2008
Francesca - fraggi.p@gmail.com
E' l'America della Grande Depressione, ma è anche una storia che abbiamo già letto - in Rulli di tamburi per Rancas di Scorza, in Fontamara di Silone, in Una terra chiamata Alentejo di Saramago, in Cacao di Amado - una storia che abbiamo già visto e che - come ci ricorda Springsteen - continuiamo a vedere tutti i giorni. La storia della miseria umana, dello sfruttamente dell'uomo sull'uomo, ma anche la storia della solidarietà tra gli ultimi, della progressiva presa di coscienza dell'ingiustizia sociale e dell'idea che, unendo le forze, il mondo si può - si deve - cambiare. Una storia che Steinbeck racconta con impareggiabile maestria, intrecciando, in un romanzo corale, le vicende di una famiglia, i Joad, con notizie di cronaca e pagine in cui viene lasciato spazio alle voci e alle storie di altri personaggi senza volto, protagonisti o spettatori di questa vicenda tragica.
22/01/2007
Difficile trovare un romanzo che meriti maggiormente la fama che possiede. Un libro massimalista,che fa apparire le sciocchezze minimaliste e intimiste di tanti scrittori contemporanei, materiale per telenovelas.Da consigliare vivamente a tanta gente che non riesce ad orientarsi nella nostra difficile attualità,
10/04/2006
Da non perdere assolutamente, è davvero un gran libro. Drammatico, struggente, impetuoso, splendido.
23/03/2006
andrea nocchi - nocchi@libero.it
Furore.Il titolo racchiude il limite del romanzo. Steinbeck scrive sull'onda della letteratura militante di Dos Passos: Domina un'atmosfera di attesa. Carica, satura. Ci si aspetta continuamente una soluzione, ci si aspetta che raggiunto il culmine, il pathos trovi il punto di equilibrio. Ma non lo trova. Il colpo di scena finale si rivela si sorprendente, ma non risolutivo. vuole essere epica. Epica in una letteratura ancora giovane come quella americana, che aveva già prodotto il suo romanzo epico, Moby Dick, epica del mare. Ma non ancora quello di terra. L'epica della terra ferma produce capolavori in Europa, Guerra e Pace, I promessi sposi, Don Chisciotte, I miserabili, tutti ancorati sulla terra ferma. Divina Commedia e Paradiso Perduto nel mondo ultraterreno. Dostojevski nell'anima. Joyce nella materia informe del pensiero. In Europa manca l'epica del mare. Dopo l'odissea agli esordi della letteratura, mai più. Poi Moby Dick agli esordi della letteratura americana. Ma Steinbeck non centra il bersaglio di portare l'epica sul suolo americano. Una scrittura eccessiva, sbilanciata. La famiglia Joad sfrattata dal suo podere, umiliata nel viaggio, schiavizzata nella nuova terra, percossa, sommersa nel fango di una alluvione autunnale, vorrebbe essere il simbolo di un'America povera e sfruttata. Ma la figura rimane prigioniera dell'eccesso, del sovraccarico, del sentimentalismo tardo romantico su modello deamicisiano. Il libro quando cerca di salire di tono perde la nota. Risulta alla fine più un polpettone melodrammatico, adatto sicuramente a commuovere nel chiuso di una sala cinamatografica. Ed infatti se ne impadronirà proprio John Ford facedone un film da Oscar.
09/01/2006
GG - lubabusc@tin.it
E' un romanzo di denuncia e anche per questo un po' tragico. Narra le vicende (per lo più sfortunate) di una famiglia americana in cerca di fortuna, dopo aver perso la propria casa nell'Oklahoma. Da questo Stato, dopo il ritorno del figlio incarcerato, tutti i membri della famiglia partono per la terra promessa rappresentata dalla California, dalla quale provengono continue richieste di lavoratori stagionali. Però, a fronte delle tante richieste di lavoro, vi sono molte più offerte che causano un'ovvia diminuzione dei salari e, per questo, gli immigrati sono costretti a vivere con quel poco che consente loro unicamente di cibarsi e neanche in maniera sufficiente!?! I valori presenti nel racconto sono costituiti da lealtà, aspirazione alla giustizia, spirito di sacrificio e collaborazione, senso della famiglia e aiuto reciproco. Dall'altra parte, però, sono descritti anche comportamenti umani che vengono alla luce specialmente in condizioni estreme di sopravvivenza e dei quali l'uomo non può certo vantarsi. La conclusione lascia il lettore un po' con un punto interrogativo, in quanto fa solo intuire il destino della famiglia protagonista. La narrazione delle vicende è efficace ed è interrotta da riflessioni dell'autore e da descrizioni della flora e della fauna che Steinbeck ben conosce.
05/03/2004
E' davvero un libro bellissimo...ti coinvolge nelle vicessitudini che sconvolgono la famiglia e nella speranza mai persa di una vita migliore....
25/08/2003
E' raro trovare un classico così coinvolgente, con una narrazione così cinematografica da lasciare senza fiato. Ogni pagina trabocca di partecipazione emotiva per i personaggi, senza però mai cadere nel retorico o nella ''lacrima facile''. Un emozionante affresco della Grande Depressione vista dalla parte dei perdenti, con ''un'inquadratura'' finale che lascia senza fiato.
22/10/2002
Un bel libro per riflettere e capire cosa sia stata la miseria e la disperazione per chi non ha nemmeno da mangiare.Bellissima e toccante la scena finale.Grande e valorosa la figura della madre.Da leggere
20/09/2002
Ho iniziato a leggere pensando di dover scoprire un ''classico'' e invece mi sono trovata davanti un bellissimo affresco di vita americana durante la Grande Depressione. Non solo mi sono appassionata alle vicissitudini della famiglia Joad ma mi sono deliziata nelle descrizioni dei diversi personaggi: su tutti la madre di Tom, vero capo-famiglia spirituale...
