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È una notte caldissima a luglio, e un ladro irrompe nella casa di Richard Dane, un pacifico corniciaio. Un colpo di pistola, del sangue, un morto. Legittima difesa, ma la vita del tranquillo artigiano e della sua famiglia è sconvolta dalla violenza di un evento imprevisto e inevitabile. Poi accade qualcosa di strano: iniziano le minacce, il padre del delinquente, dal passato turbolento, promette vendetta: per un figlio si può fare qualunque cosa. La polizia non sembra turbata, eppure si comporta in modo sospetto, forse perché nella sonnolenta provincia texana si profila l'ombra del crimine organizzato... Una spirale da incubo, un'odissea di colpi di scena, un viaggio negli anfratti piú scuri ed efferati della psiche...
27/09/2006
Greta - gretel68@virgilio.it
Io penso che Lansdale sia unico nel suo genere. Ma qual è il suo genere infine? Thriller, humor, noir, avventura, tutto sapientemente mischiato e presentato in ogni libro in modo magnifico. Non ha paragoni quest'uomo, nessuno meglio di lui sa narrare e descrivere racconti che in mano ad autori meno capaci risulterebbero banali. La sua scrittura è incalzante a volte poetica e mai noiosa. L'uomo di Lansdale non è mai un eroe senza macchia e senza paura, è un uomo con molte debolezze, con molti dubbi e con un complicato e personale senso dell'onore. L'uomo di Lansdale è vero. 'Freddo a luglio' inizia con con un ladro che irrompe nella casa del protagonista per un tentativo di furto. Per legittima difesa il proprietario (Dane) lo uccide. E poi? Poi iniziano i sensi di colpa di Dane, il pensare continuamente al fatto che ha ucciso un uomo, iniziano i suoi dubbi sul essere o non essere un buon padre, cioè inizia il ragionamento di un uomo pacifico che è stato costretto a mettersi alla prova. La storia va avanti col risolvere un mistero e Dane conosce due personaggi che sicuramente gli cambieranno la vita e il modo di vedere il mondo e i suoi abitanti. Non viviamo in una favola, questo lo sappiamo da tempo, Lansdale ce lo sbatte in faccia continuamente, ricordandoci che nell'uomo ci sono sempre due lati: il bello e il brutto e a volte bisogna scegliere alla svelta quale lato mostrare. Non ha mezze misure, a tratti si ride per le battute veramente eccezionali, a volte invece la descrizione di certi comportamenti ci spiazza e ci fa inorridire. Fino a dove può arrivare la mente umana? Non c'è un limite dunque al male? All'uomo di Lansdale è permesso tutto. Perfino il poter farsi giustizia da solo, anzi tifiamo per lui, lo capiamo, lo incitiamo, quale altro autore sarebbe capace di fare altrettanto? Nella vita reale certi comportamenti sono da rinnegare, nei libri di Lansdale tutto è permesso e lecito.
