"In genere un'autobiografia è opera di qualcuno che considera la propria vita fonte di incredibile interesse. lo non lo penso della mia ma sono tali e tanti i volumi stupidi che trattano di me, che ho creduto opportuno ci fosse almeno un libro serio sul mio conto. Con ironica modestia Frank Zappa spiega così i motivi di questa lunga confessione pubblica, sorta di testamento spirituale" scritto cinque anni prima della morte con l'aiuto del giornalista Peter Occhiogrosso. Musicista brillante e paradossale, scrittore di testi in bilico fra cronaca vera, sesso esagerato, educazione civica, Zappa si rivela velenosamente anche come narratore. Nel suo mirino non solo fulgide memorie anni '60 ma anche scabrosi temi del nostro tempo, dal puritanesimo sessuofobico al fondamentalismo religioso, dalle meschinità dello show business alla crisi del comunismo e della democrazia americana. Per tutto e tutti Zappa ha una battuta, un'invettiva, un consiglio salace, insomma, una buona parola; e in questa 'tuttologia' serissima e spassosa il fascino della sua arte e di questo libro in particolare.
Appendice a cura di Cesare Rizzi.
30/10/2008
è uno dei libri più divertenti che abbia mai letto... nonchè, molto interessante dal punto di vista della produzione musicale... è un gran peccato che non sia più disponibile in commercio! Valentina Restivo
