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Un falso paese scoperto "nelle pagine di un'enciclopedia plagiaria", Uqbar, e un pianeta immaginario, Tlon, "labirinto ordito dagli uomini" ma capace di cambiare la faccia del mondo; il "Don Chisciotte" di Menard, identico a quello di Cervantes eppure infinitamente più ricco; il mago che plasma un figlio nella materia dei sogni e scopre di essere a sua volta solo un sogno; l'infinita biblioteca di Babele, i cui scaffali "registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici... cioè tutto ciò ch'è dato di esprimere, in tutte le lingue" e che sopravviverà all'estinzione della specie umana; il giardino dei sentieri che si biforcano; l'insonne Funes, che ha più ricordi di quanti ne avranno mai tutti gli uomini insieme.
24/09/2009
Un capolavoro imperdibile. Uno dei libri più belli che abbia mai letto e che mi ha fatto scoprire ed amare Borges. Certo, non adatto a chi cerca un best seller d'avventura. Un autore coltissimo, indegnamente non premiato con il Nobel che avrebbe strameritato. Impossibile riassumerlo o descriverlo, bisogna leggerlo...
16/12/2008
Se "Finzioni" è un mattone, allora è di quelli con cui si costruiscono le opere immortali.
03/07/2008
Vogliamo dire come stanno le cose veramente? Un mattone! E dopo non dite che non vi avevo avvertito...
19/01/2007
elena - elena-deca@hotmail.it
Libro di poche pagine ma più denso di un tomo di 20 volumi, un libro che si avvicina al libro della verità della biblioteca di babele? A ogni rilettura una sfumatura diversa, non si legge come romanzo ma come saggio perchè ogni racconto ha in se teorie filosofiche e fisiche che hanno influenzato il pensiero fino ad oggi e che influenzano il nostro stesso agire e pensare. Molti racconti risultano di difficile comprensione senza la conoscenza appropriata di filosofi quali Schopenhauer, Leibniz, Platone, Berckeley (e anche lo stesso Kant a dire la verità), anche se la nostra mente carpisce,anche se solo in modo sfumato, il suo significato, l'essenza della nostra conoscenza infondata... Borges abbandona l'atteggiamento naturalista tipico del mondo moderno che da tutto per scontato per identificarsi in un abitante di un mondo idealista, che secondo il nostro punto di vista appare come una ''finzione''. Come sfondo di tutti i racconti appare l'ipotesi di una Teoria del Tutto, la continua ricerca dell'uomo verso la verità, l'ipotesi che essa possa non esistere, la spiegazione di cosa potrebbe accadere se si arrivasse alla verità, l'impossibilità di concepire l'infinito nella sua totalità e allo stesso tempo l'impossibilità di immaginare un universo non infinito... Una serie di paradossi che troviamo come campanello d'allarme nei risultati di tutte le teorie scientifiche moderne che regolano la nostra vita di tutti i giorni. Da leggere più e più volte, è la prima volta che lo leggo e sto aspettando di rimuginare bene su ciò che mi ha dato ora per poi arricchirmi nuovamente in una seconda lettura, per dimenticare ciò che penso ora, dato che non sono ''un uomo della memoria''... ma chi vorrebbe esserlo? In fondo tutti, ma andiamo tutti incontro alla morte. Assurdo, Così come questa splendida opera.

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