Nel mondo di Fight Club, dei giovani pieni di salute frequentano gruppi di sostegno per i malati di cancro perché solo lì possono trovare calore umano e compassione. E' un mondo dove ci si raduna nelle cantine dei bar per combattere a mani nude contro degli estranei. Ed è soprattutto un mondo dove a nessuno importa se vivi o muori. Tyler Durden è il Messia nichilista che ha inventato il Fight Club e grazie a lui quotidianamente migliaia di giovani si presentano ai loro posti di lavoro con i nasi rotti, gli occhi neri e i denti spezzati. Lo scopo del misteriosissimo Tyler è di spingere all'estremo il senso di disperazione, violenza e alienazione in cui sono immersi molti dei suoi coetanei sino a farlo sfociare nell'anarchia totale. E' destino che ogni generazione finisca per terrorizzare e disorientare i propri parenti e Fight Club rappresenta per molti versi il manifesto di una nuova Apocalisse. Romanzo profetico e provocatorio, questo libro è stato salutato fin dal suo apparire, nel 1996, come una delle opere più importanti del decennio. Da esso il regista David Fincher ha tratto un film che è diventato di culto, con Brad Pitt, Edward Norton e Helena Bonham Carter.
Formato:
Libro
Pagine: 224
Lingua: Italiano
Titolo originale: Fight Club
Lingua originale: Inglese
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione 2003
Codice EAN: 9788804520641
Traduttore:
T. Dobner
,
Tullio Dobner
Generi:
Romanzi e Letterature,
Romanzi Stranieri Contemporanei
2008-11-18
un libro strepitodo e altrettanto strepitosa è la nota pellicola,per l'appunto, Fight club.
Questo libro in sè è l'espressione del realismo,Tyler è sicuramente uno dei miei miti e non esagero a dire che dopo averlo letto e averlo visto la mia visione della vita è cambiata. Come hanno detto precedentemente,lasciatevi trasportare dalle parole del nichilista Tyler,imparereste qualcosa di nuovo ma scoprireste che quella cosa da imparare già la conoscevate perchè ci avete vissuto fin ora ma senza darle importanza.
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
2007-01-26
Leggendo altre recensioni ho letto di persone INFASTIDITE da questo libro.
Come posso definire tutto ciò? Paura...Paura di mettersi in gioco come un ipotetico Tyler Durden, di rischiare la vita come un possibile Robert Poulsen o lasciarsi andare come una vittima femminile stile Marla Singer. Lasciatevi conquistare dalle parole di Tyler... capirete davvero che siamo schiavi di un qualcosa che ci piace alla fine... Io sinceramente lo consiglio fortemente a persone che ancora non hanno un'idea della realtà che ci circonda, vedendo che solo con la realtà nuda e cruda, si capisce molto...Chiudo con questa frase '' quanto sai di te stesso se non ti sei mai battuto?''
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
2006-08-07
Alessio V.
alessxo@yahoo.it
Critica acuta e veritiera ad un sistema fallimentare ed ipocrita: ''IL NOSTRO''.
Quando lo vidi ed in seguito lo lessi fu come ritrovare finalmente qualcosa di familiare...
La nostra societa'cosi'''progredita e moderna'' e' caratterizzata oggi piu' che mai da una sostanziale distinzione:
individui integrati ed invidui non integrati.
Se hai consapevolezza di non essere il tuo lavoro,la tua macchina, la tua casa , ''il grande fratello'' e con esso tutto il martellamento mediatico e violento a cui quotidianamente vieni sottoposto..allora benvenuto al Fight Club..
Il Fight Club e' sostanzialmente l'ultimo ed il solo punto di contatto con questa squallida realta'.
Mi auguro che tra le menti ''Illuminate'' che ne hanno compreso il profondo significato,si possano creare le reali possibilita' per cambiare questo stato di cose.
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
2006-04-12
Il primo libro che avevo letto di Palahniuk è stato survivor che avevo trovato molto carino e una splendida presa in giro alla moderna società..con questo spirito mi sono accinto alla lettura di fight club, indicato come il suo vero capolavoro...non mi è piaciuto per niente, ma qui entrano in gioco gusti soggettivi..però definirlo capolavoro mi sembra esagerato. delusione.
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
2005-07-04
Marco Despontin
invisiblesound77@yahoo.it
un capolavoro
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
2005-03-21
six
psboz@libero.it
E' uno di quei libri che dà fastidio. E' irreale, crudo, dà una visione della vita totalmente fuori da tutto. Fa digrignare i denti.
E' tutto fuorchè una lettura piacevole. Sta a voi volerlo sperimentare. Io ci ho provato, ma forse non è il momento giusto, oppure i miei anni sono già troppi per questo. Fondamentalmente mi fa paura che una mente umana possa concepire un libro simile. Ciao scimmie spaziali. Non fate per me.
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
2005-03-17
Anna
sannina82@hotmail.com
Questo libro non è il sunto di combattimenti sanguinari fini a se stessi. La storia (schizofrenicamente scritta!) è solo un ottimo pretesto che nasconde la ribellione personale a cui, in fondo, tutti abbiamo aspirato o aspiriamo ancora. Echeggia l'atavica ribellione dell'uomo incatenato alla sue leggi del cavolo. Ti rimbomba in testa il ritmo incontrollabile di una rivolta al sistema, a te stesso. Fino a far uscire quell' io che teniamo tanto nascosto, perché ci fa paura, perché non lo sapremmo gestire, perché sarebbe il rifiuto della società moderna. Ma quell'io c'è e ha preso il sopravvento, per fortuna.
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
2004-07-18
un gran bel libro!in parte diverso dal film e questo non è detto che sia un aspetto negativo!a pelle può sembrare solo violenza,in realta è pieno di significato!da leggere e poi da confrontare con il film!
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
2004-07-08
Sono solito leggere romanzi diversi (letteratura inglese '800/'900), ma questo libro mi ha incuriosito, stranamente dopo aver visto il film, peraltro valido. Devo dire che la prima cosa che ho notato è il modo di scrivere di questo autore (modo che si ritrova in altri suoi libri, come Invisible Monsters), che mi ha catturato e in seguito abbandonato a lettura ultimata alle mie considerazioni su una società moderna piuttosto ''stravagante'', per usare un eufemismo. Durante la lettura vengono fuori situazioni impensabili, che lo rendono, nonostante la particolare sintassi, un ottimo libro. E' una botta di adrenalina, alla fine ti verrebbe quasi voglia di aprirlo sul serio un Fight Club (...!); lo consiglio vivamente a tutti :-)
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
2004-06-20
Iniziamo dalla cosa peggiore del libro: la recensione di Fernanda Pivano. Ancora non riesco a capire per chè l'abbiano pubblicata. Anzitutto Fight Club non è il primo romanzo di Chuck Palahniuk, ma il secondo. Il primo è stato Invisible monsters, respinto perchè giudicato troppo crudo.
Quello che colpisce di Fight Club è la scrittura, fatta da frasi secche, sincopate, con quasi totale assenza di subordinate, ripetute e ripetitive fino all'ossessione. Una scrittura che ti prende allo stomaco come un pugno e ti trascina in un universo parallelo, ma che potrebbe essere vero, o magari lo è.
I personaggi principali sono due: il narratore, impiegato modello di una compagnia motoristica, fissato dal mobilio dell'Ikea, ed affetto da insonnia. Questo colletto bianco per curarsi frequenta tutti i tipi di gruppi di sostegno per quasi qualunque malattia dal cancro ai testicoli ai parassisti del sangue.
L'altro è Tyler Durden, montatore cinematografico, cameriere e fabbricatore di sapone. In realtà terrorista ecologico e ''logico''. Bello e dotato di un carisma magnetico.
I due si incontrano su un aereo e decidono di andare a vivere insieme quando il narratore scopre che una esplosione ha distrutto tutta la sua casa. Vivendo insieme una sera Tyler chiede al suo amico una cosa: ''Voglio che tu mi colpisca con tutta la forza che hai''.
E' l'idea base del Fight Club, un circolo ristretto e segretissimo, di avvocati, contabili, impiegati benziani, camerieri. Un guazzabuglio di tutto e tutti in cui tutti devono rispettare alcune semplici regole.
Il dolore, l'adrenalina diventano una vera e propria droga, come il potere. Un potere che porterà Tyler Durden ad esportare il modello Fight Club per tutta l'America e, tramite esso, costituirà un esercito privato il progetto Mayhem.
Un progetto che ha come scopo la distruzione della civiltà così come la conosciamo. Il narratore cercherà di fermare il progetto e Tyler fino a quando scoprirà che egli è Tyler e Tyler è lui.
Riuscirà a liberasr grazie ad una specie di amore con Marla Singer, la femme fatale, gotica e misteriosa, del romanzo.
La storia del Fight Club non è una storia nichilista, ma la storia dell'autocoscienza nevrotica del narratore. Una storia sulla versione moderna del sogno americano.
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
2003-10-22
piergio
gillesdeleuze@libero.it
fight club è tutto tranne che un romanzo nichilista, non capisco davvero i motivi di chi ha scritto la recensione (=''censire la cosa'', dal latino, qualcosa di già di per se contrario allo spirito del fight club) in testa alla pagina, ma davvero non mi ci raccapezzo...tyler aspira alla distruzione dell'io di un impiegato alienato e costretto ad una vita, questa sì, di nichilista, non desiderata; una vita in cui si tacciono i guai e le magagne di un'assassina casa costruttrice di auto, in cui le aspirazioni sono una valigia piena di abiti firmati, ed un appartamento convenzionalemente confortevole. e l'unico modo per svegliarsi ed aprirsi, è quello di far fuori il finto se-stesso, per fare posto ad un io nuovo, che riconquisti la realtà del proprio desiderio...un'ironia macabra percorre tutto il libro, ma è un'ironia consapevole a dispetto delle beffe atroci che una società consumista gioca ad un mondo di addormentati.
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
2003-09-09
Mi chiedo se mentre sto scrivendo sono sveglio o sto dormendo. Pericoloso, eversivo, stimolante come una fiala d'adrenalina. Dopo averlo letto tutto d'un fiato e sceso in strada, ringrazio Iddio di non aver incontrato nessuno a quell'ora di notte..
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
2003-09-09
DAVIDE
davide.ap@libero.it
Oltre la letteratura. La scrittura in funzione della trama. Una scrittura che sfugge via con ritmo sincopato. Ogni parola rende vivida ogni immagine. Le situazioni si ripetono ossessivamente. In un’aura surreale brevi e rapidi frammenti si ricompongono in una visione di pura realtà.
Violento Sarcastico Sfacciato Nevrotico Spensierato Riflessivo.
Disturba o entusiasma. Senza possibilità intermedie.
O arrivi filato all’ultima pagina o stai già fuori alla seconda.
Palahniuk mantiene lo stile negli altri romanzi. Ma Fight Club rimane poco oltre.
Oltre la letteratura.
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
2003-08-30
Un romanzo senza dubbi fra i più virtuali e violenti;dove Palahniuk ritrae nelle sue più disparate situazioni una Generazione X, aggressiva, disperata che affonda tramite l'angoscia dei giovani contemporanei in una totale anarchia.
Scrivi un commento
Segnala come inopportuno
