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"La poesia - ha detto una volta Ezra Pound - è una sorta di matematica ispirata le cui equazioni non vanno per figure astratte, ma per sentimenti umani". Rispetto alle sue prove precedenti in questo libro Ermanno Krumm sembra tendere a una semplificazione lucida e ferma delle sue equazioni: parte dal rilevamento di dati minimi, di singoli eventi sollecitati a produrre il testo per progressiva espansione, guadagnando spazio e respiro sillaba per sillaba. "Non porta a nulla in poesia/ cercare la pesia": bisogna invece che nasca con una sorta di calcolata preterintenzionalità fino a recuperare a chi scrive il diritto di pronunciare e compitare la propria esperienza, i "numeri primi" di una autobiografia in sordina. La storia personale, così immunizzata da ogni enfasi, si agglutina secondo il ritmo dei giorni, diventa alla lettera - secondo antiche prescrizioni e nel senso più pieno - "poesia d'occasione", felicità, euforico esercizio di parola: come diceva ancora Pound, "cosa lieta".
