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Fascisti non è solo una storia dell'Italia tra il 1922 e il 1945 - con molti straordinari ritratti, degli italiani, di Mussolini e dei principali gerarchi, e una polemica analisi dei rapporti tra italiani e fascismo fino ai nostri giorni - ma è anche un'originale interpretazione del fascismo in chiave di "sacralizzazione della politica", fenomeno tipico del nostro tempo, di cui proprio il movimento fascista fu l'inventore. Dal culto risorgimentale e liberale della patria, il fascismo passò al culto del littorio e poi a quello del duce, e si diffuse la convinzione che ogni violenza contro gli avversari era giusta e necessaria, che il regime si identificava con l'Italia e che Mussolini aveva sempre ragione. L'entusiasmo per la nuova religione laica, con i suoi riti collettivi e le oggettive benemerenze sociali del governo, indussero la maggior parte degli italiani ad aderire al fascismo, che aveva dato loro la coscienza e l'orgoglio di essere un popolo. Ma le masse borghesi che lo appoggiavano non erano disposte a condividere fino in fondo il misticismo rivoluzionario, fatto di fede cieca e assoluta, e questa, insieme alle sconfitte militari, fu una causa della sconfitta del fascismo.
29/06/2005
straordinario libro che fa luce su cio che veramente fu il fascismo, smentendo 60 anni di insulse chiacchiere e faziosità degli storici marxisti DA LEGGERE, ANZI DA STUDIARE APPROFONDITAMENTE
07/03/2002
ALEX - GIUANNI@LIBERO.IT
è UN LIBRO DA LEGGERE PER CAPIRE QUALCOSA IN PIU' SUL FASCISMO....VOTO AL LIBRO 9

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