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Belfast, Chuckie e Jake, protestante il primo, cattolico l'altro, sono legati da una profonda amicizia. Chuckie, antieroe grasso e sempliciotto, riesce a compiere mirabolanti imprese commerciali grazie a progetti tanto fantasiosi quanto ridicoli. Jake, invece, nonostante la sua scorza da duro, è un inguaribile romantico e non cerca denaro e ricchezza ma un amore che gli riempia la vita. Sullo sfondo i conflitti irrisolti del paese che balzano brutalmente in primo piano quando un attentato sconvolge l'atmosfera bislacca e farsesca che domina il racconto. Poi la commedia della vita cancella il sangue e le vicende improbabili e sgangherate di Chuckie e Jake tornano a dominare le pagine del romanzo.
12/01/2004
Un libro di una intensità entusiasmante. L'autore fa sì che il lettore riesca a voler bene ai suoi bizzarri personaggi, due amici trentenni che non vogliono crescere. Protestante l'uno, cattolico l'altro sullo sfondo di una Belfast martorizzata dalle stragi e dall'odio religioso; lo scrittore fa ben comprendere come solo attraveso i rapporti umani si riescano a superare gli odi atavici . Un libro per chi ama il ''bello scrivere'', lo stile è impeccabile. Da non perdere la descrizione al decimo capitolo di una strage compiuta dall'IRA in uno snack bar. Raccontare il dramma e sentire le mani che tremano è prerogativa solo dei grandi scrittori. Da non perdere il suo romanzo d'esordio '' Ripley Bogle'', anch'esso struggente. Sentiremo parlare di Mc Liam Wilson, grandissimo scrittore contemporaneo.
24/02/2002
Sun - brightsun@katamail.com
No, non potrei definirlo un capolavoro. Ma un libro da non perdere, questo sì. McLiam Wilson adotta una prosa estremamente varia, e perfettamente adattabile all'ironia dei personaggi o alla drammaticità degli eventi Nordirlandesi. I personaggi sono ben caratterizzati, e le vicende avvincenti e descritte con estrema abilità. Veramente un ottimo libro. Che consiglierei senza ombra di dubbio, a occhi chiusi.
28/01/2002
gabriele carta - picufero@yahoo.it
Difficile non amarlo. Un sarcasmo corrosivo accompagna,sin dalla prima pagina,il lettore;un'Irlanda devastata dalle sue incomprensioni è al centro di questo godibilissimo romanzo. Lo consiglio a chi ama sorridere in maniera amara e distaccata,sui paradossi della vita. Mcliam Wilson riesce a scrivere in maniera leggere e scorrevele (qualità ormai rare),e prendendo a pretesto la vita di due quasi trentenni esorcizza lo spettro delle guerre 'fratricide' che ormai da anni devastano gli irlandesi.Minimizza in chiave giocosa,e ci mostra come ormai vi sia una sorta di simbiosi tra Dublino e gli scenari sanguinosi degli ultimi trent' anni. Si può scegliere di non scegliere:è questo ciò che ha deciso il personaggio di Mcliam,il quale,forgiato da anni e anni di convivenza con stupide e inutili guerriglie,guarda con disillusione(peculiare degli irlandesi)il lento scorrere della vita che lo circonda.
21/08/2001
Semplicemente emozionante! Ho imparato più sull'Irlanda leggendo questo libro che studiando per la maturità. C'è verità, emozione, sentimento e, sullo sfondo, una città in cui la vita, l'amicizia e l'amore si fanno prepotentemente spazio tra i vari estremismi. Fantastico.
15/02/2001
<br>Da non perdere, molto vicino all'essere un capolavoro. Ironico, geniale, triste, attuale, semplice, romantico; sicuramente da leggere! Lo consiglio ai 27enni che non vogliono raggiungere la trentina.
