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Gremito di fatti com'è, di viaggi e interrogazioni e dubbi, di scommesse, giocate dai suoi personaggi principali, vinte e perdute, il presente romanzo ci narra di due protagonisti, il ventottenne Oscar Firmian - alias il giornalista-intervistatore di fama planetaria "Prometeus" - e il suo tanto improvvisato quanto squattrinato "agente" Gabrio Spichisi, alle prese con la misteriosa scomparsa di Evander Deltoid, mitico leader dei Normals, gruppo rock caro ai giovani di tutto il mondo. La caccia a Deltoid, riuscire a intervistarlo, frutterebbe un ingaggio miliardario che Claudio Colombo, il trentacinquenne proprietario della grande casa editrice Eskimat, a sua volta convinto estimatore di Deltoid, ha già promesso, in caso di successo, a entrambi... La caccia comincia, ma saranno molti gli ostacoli che si frapporranno al tentativo dei nostri: primo fra tutti la vicenda che legherà Oscar Firmian-"Prometeus" alla meno prevista, per lui, delle storie d'amore...
06/08/2011
Ovviamente è questione di gusti, come tutto, ma leggendo questo libro più volte mi sono chiesto: perché? Perché l'ha scritto? E, soprattutto, perché l'ho comprato e lo sto leggendo? Meglio leggere altro, anche di Brizzi: per esempio Bastogne, Jack Frusciante, Nessuno lo saprà...
02/10/2005
RIGO - rigoniandrea@libero.it
Caro Enrico con ''Jack...'' mi avevi divertito, con ''bastogne'' mi avevi sbalordito, con ''tre ragazzi...'' intrattenuto ma con questo libro mi hai nutrito... devo essere sincero fino in fondo aggiungendo che ci sono una decina di pagine di assolo descrittivo verso il finale che ti (ci) potevi risparmiare ma questo è in assoluto il mio libro preferito. Lasci perdere chi cerca il romanzetto con una giusta trama o chi non si vuole applicare nella lettura. Questo è un capolavoro della letteratura... che dovrebbe essere studiato nell'ora di Italiano al liceo! Non ciò che scrivi ma come lo scrivi! Grazie.
05/05/2003
assolutamente deludente questo romanzo di Brizzi è ben lungi dall'assomigliare benchè vagamente ai suoi precedenti. Il libro manca assolutamente di trama e si trascina stanco dall'inizio alla fine. Consiglio di cuore: lasciate perdere.
09/12/2002
Come da titolo! Brizzi è indubbiamente un maestro con la penna in mano, il suo modo di scrivere è assolutamente fantastico ma non può essere un semplice esercizio di stile. Il saper scrivere se non accompagnato da un'idea non basta a salvare un libro con trama assente e ritmo troppo lento. Ma brizzi si rifarà sicuramente al prossimo libro !!
28/06/2002
u.k.gio - rocky.gio@libero.it
l'inusuale stile di brizzi, seppur intriso di rimandi classicheggianti, è tra i più originali e tridimensionali fra quelli di tutti gli autori che conosco. la storia e il modo in cui le sue parole scolpiscono i personaggi sono una tra le 10 cose che salverei dalla fine del mondo. e ripagano la letteratura delle migliaia di autori scialbi e inutili che purtroppo vendono 1000 volte piu' dell'amico brizzi. un libro perfetto.
06/10/2001
<br>Forse è un libro noto a pochi, questa magari è la vera pecca dell'opera. Originale. Comincia quasi come "Bastogne"-ma non è un inizio violento!-, ti stimola a cercar di capire chi è questo "Prometeus", cosa faceva, cosa fa e cosa farà. Si continua a leggerlo e quasi credi di essere uno degli amici di Oscar, oppure ti confondi tra le persone che Brizzi descrive nei luoghi dove bazzica il protagonista. La fine? Bella, e forse anche a te dispiacerà che il libro finisca...

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