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In un caldo pomeriggio di maggio, uno sconosciuto che ha perso la strada si ferma alla casa di Pietro e Astrid, due tessitori artigianali che vivono sulle colline marchigiane. Lo sconosciuto dice di chiamarsi Durante, ha pochissimi bagagli e un passato misterioso; non conosce il senso del possesso, e sembra del tutto incapace di mentire. Astrid ne è immediatamente affascinata, come quasi tutte le donne che lui incontra. Pietro - il narratore della storia - prova invece nei suoi confronti una profonda irritazione, come quasi tutti gli uomini.
"Caro Andrea, ho trovato in 'Durante' la tua vena migliore, di analista attento e implacabile delle dinamiche umane, e di scrittore che fa procedere la narrazione per impercettibili smottamenti: terremoti nelle vite delle persone non registrati se non quando è oramai troppo tardi; che segnano una cesura netta tra il prima e il dopo, una cesura che - quando i personaggi e il lettore se ne accorgono - è oramai impossibile ricomporre. Inoltre la tua scelta di far raccontare la vicenda da un punto di vista parziale - quale è quello di un personaggio troppo coinvolto nella storia, Pietro - è davvero efficace: permette a Durante di comporsi dalle voci contraddittorie eppure complementari dei personaggi, di farsi amare e odiare a seconda delle momentanee passioni e umori degli altri, fino a conquistare una identità precisa con il procedere delle diverse situazioni. Durante s'insinua inesorabilmente nelle esistenze normalizzate e piatte del gruppo di persone (e di chi legge). E a poco a poco ne individua i limiti, le fragilità, quasi volesse, col suo porsi innocente e sincero fino alla durezza, scardinare la parete di vetro dietro la quale quelle persone, quelle coppie vivono da tempo, avendo in questo modo anestetizzato e annegato i loro veri sentimenti ed emozioni. Chi legge non può fare a meno di chiedersi cosa direbbe di lui Durante. A tutto questo, e di più, inoltre, si aggiunge la tua scrittura, una ricerca stilistica che ti fa stare sempre un po' più avanti degli altri." e.s.
28/09/2008
E' il primo libro che leggo di De Carlo e non mi ha entusiasmato... Mi aspettavo chissà che, la storia non è male ma alla fine ti lascia con mille domande. Sara
13/08/2008
il primo libro che mi ha fatto conoscere De Carlo, e all'inizio ho trovato una certa difficoltà nel portarlo avanti anche perché, essendo Pietro che racconta in prima persona, i dialoghi sono un po' troppo pieni di ''ha detto, ho detto''. comunque dopo un po' la storia mi ha appassionato perché Durante è quel modo di vita che tanti di noi sognano quando, oberati dalla realtà quotidiana, per un attimo pensano di mollare tutto.
18/07/2008
Il mio interesse per De Carlo è sempre un contrasto di sensazioni: da un lato affascinata, dall'altro scuote da quanto certe situazioni pungano sul vivo del nostro essere più nascosto. Durante è un personaggio un po' estremizzato, ma in parte latente in tutti, di Pietro ne vedo fin troppi in giro. Forse non all'altezza di altri suoiromanzi, ma neppure da buttare.
18/06/2008
sara - penelope6@virgilio.it
Da appassionata lettrice di Andrea De Carlo mi permetto di dire che Durante è un romanzo deludente per niente paragonabile ai suoi precedenti romanzi. Devo dire che ho amato il De carlo di Noi tre, tecniche di seduzione e nel momento. Mi aveva delusa nei Veri nomi e pura vita, mi è tornato a piacere con Giro di vento ed Il mare delle verità, da Durante mi aspettavo molto ma molto di più. Prolisso e falsamente filosofico, troppo irreale il personaggio di Durante, ancora più irreale Pietro. Che dire? Continuerò a comprare i suoi prossimi romanzi nella speranza che ritorni ad essere il De Carlo che ho amato.

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