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Il 25 ottobre 1977 morì la madre di Roland Barthes, a 84 anni. Per il figlio che l'accudì durante la malattia e che da sempre viveva con lei (Henriette era rimasta vedova quando il piccolo Roland aveva solo un anno) - fu un colpo terribile. Per riuscire a superare il trauma, il semiologo francese decise di annotare le emozioni, i ricordi, il continuo risvegliarsi del dolore, a partire dal 26 ottobre fino al 15 settembre 1979, su 330 schede che raccolse meticoloso e che scrisse mentre stava lavorando a "La camera chiara". Leggendo queste acute riflessioni che scandagliano la geografia del dolore, si avverte una sensazione di sconvolgente profondità, per la capacità dell'autore di trasferire nella scrittura un contenuto esperienziale tanto universalmente doloroso quanto intimo, riuscendo a delineare un percorso interiore che si apre alla riconoscibilità, alla condivisione.
