"Linda si voltò: non voleva essere la prima persona che lui vedeva nella sala. Sentì che lui veniva verso di lei. Terribile, che dopo tanto tempo dovessero incontrarsi di fronte a estranei. Lui pronunciò il suo nome, quel nome tanto banale. "Ciao, Thomas" disse lei voltandosi, un nome comune quanto il suo, ma che portava il peso della storia". Non è un incontro casuale: Thomas sa che anche Linda FaIlon parteciperà a quel festival letterario e ha deciso di riemergere dal suo isolamento, dopo dieci anni di silenzio, rimorso, e autodistruzione. Vuole rivedere la donna che non ha mai smesso di amare. Incontrarsi per loro non significa solo fare i conti con i ricordi, ma con il tempo stesso, con la vita, con quel filo che in ventiquattro anni invece di spezzarsi si è teso sempre di più, e che ora, riavvolgendosi, li costringe a rivivere con l'intensità del presente il loro amore passato. I punti di vista si intrecciano, in un crescendo di tensione, in una storia che procede vertiginosamente a ritroso, verso quel gesto, quella parola che ha determinato tutto, quel giorno, in quell'istante. Forza evocativa, intensità dei sentimenti, ritmo teso, trama perfetta: la voce limpida di un'autrice best seller in tutto il mondo.
15/10/2003
angela - angela166@interfree.it
Leggere "Dopo una parola" è stata, per me, un'impresa molto difficile, specialmente per quanto riguarda la prima parte. Il romanzo è diviso in tre parti, tre fasi della vita della protagonista e ad ogni fase è associato uno stile narrativo diverso. Il primo, tutto parentesi e ragionamenti contorti; sono arrivata a contare ben 6 periodi tra parentesi nella stessa pagina e questo per tutta la durata della prima parte. Il secondo, più lineare ma ancora difficile da leggere. Il terzo caratterizzato da frasi asciutte e brevi paragrafi. A mio avviso, l¿idea di cambiare stile narrativo nelle tre fasi della vita della protagonista non è una brutta idea in quanto effettivamente crescendo, maturando e invecchiando il nostro modo di porgersi al mondo e di rapportarsi con la vita cambia, come cambia il nostro modo di pensare. E forse tutte quelle riflessioni tra parentesi sono state volutamente messe dalla Shreve per enfatizzare i dubbi, le incertezze ed i rimpianti della protagonista nella fase matura della sua esistenza. Se così fosse, e questo ripeto è solo un mio pensiero, non sarebbe una scelta sbagliata; sbagliato è invece come Anita è arrivata a mettere in pratica questa soluzione: scrivendo da schifo. La storia non è poi così male, può anche entusiasmare. Un mio pensierino cattivo? Sembra quasi che la Shreve in un momento di bisogno (economico) abbia pensato di approfittare del suo protagonista di "Il peso dell¿acqua", dargli una rispolverata, affibbiargli un passato ed una donna innamorata, buttarlo sul mercato e fargli vendere qualche copia di una bella storia d¿amore mal costruita. Angela
25/11/2002
Maria Valeria T. - marival7@virgilio.it
Due vite, due destini che come linee si separano, si incrociano o corrono parallele. Questo libro non è solo un romanzo sull'amore (anche se ci lascia emozioni e sensazioni particolari su cosa voglia dire romanticismo...), è un romanzo sulla vita e sulle sue fatalità. Basta una parola, un attimo di tempo per cambiare completamente il corso delle cose, irreparabimente, senza possibilità di tornare indietro. E' un libro che scorre, che trascina, che emoziona, ma con delicatezza, senza strafare...
13/11/2002
L' ho letto in 2 giorni e l' ho riletto ancora. Va diretto al cuore e mentre lo leggi sembra di viverlo. Leggetelo!!!!
01/09/2002
Un libro che incanta chiunque lo legga.Ti appassiona dal primo istante e ti sconvolge alla fine,quando l'amara verità irrompe sulla scena di questo sogno infinito....

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