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"La fede religiosa è inestirpabile, appunto perché siamo creature ancora in evoluzione. Non si estinguerà mai, o almeno non si estinguerà finché non vinceremo la paura della morte, del buio, dell'ignoranza e degli altri". Questa la tesi da cui parte "Dio non è grande". Muovendosi tra l'analisi dei testi di fondazione delle grandi religioni (Bibbia e Corano sopra tutti) e la riflessione sull'attualità politica e sullo scontro di civiltà in atto, Hitchens costruisce un implacabile atto di accusa contro le follie cui l'uomo si abbandona nel nome di una fede: oscurantismo, superstizione, intolleranza, senso di colpa, terrore verso la sessualità, anti-secolarismo. Contro questi non-valori, e memore della grande tradizione laica anglosassone, Hitchens reclama un ritorno alle idee dell'illuminismo, intessendo un elogio arguto e a tratti commovente della ragione umana. Un saggio che senza mai rinunciare alle armi dell'ironia e del paradosso, costringe faziosamente il lettore a schierarsi.
04/01/2012
Ci ha insegnato San Tommaso d'Aquino che l'avversario è battuto non quando evidenziamo il contrasto delle sue tesi con le nostre, ma se riusciamo a mostrare le contraddizioni del suo discorso con se stesso. "Dio non è grande" è un testo altamente contraddittorio.
23/07/2008
Non conoscevo Hitchens prima di trovarlo citato in un libro di Dawkins; a me è piaciuto molto, dissacrante, ironico e anticonformista. Entrati nel XXI secolo, finalmente c'è chi può dire la sua anche in temi ''spinosi'', oggi non esiste più l'inquisizione e le scomuniche non hanno più senso. Come dice Hitchens nell'ultimo capitolo, il mondo ha bisogno di un nuovo illuminismo! Quindi ben vengano gli autori come lui; mi piacerebbe vederne anche in Italia, anche se dubito che i mezzi di comunicazione darebbero loro spazio, troppo dediti a comunicare ogni minimo starnuto che viene al di là del Tevere.
23/05/2008
Ahinoi, dove sono finiti i veri atei intellettualmente onesti? B. Russel e Voltaire si staranno rivoltando nella tomba avedendo come i vari Hitchens, Dawkins, Oddifreddi e simili intellettualuncoli stano rendendo l'ateismo il credo più banale e ''con i paraocchi'' che esista! Ma ormai moltissimi si proclamano atei, anche quelli che non hanno mai letto un libro in vita loro, quindi questi libri diventano un ottimo guadagno, più commerciali di Harry Potter. Per quanto riguarda questo libro, è sempre la stessa minestra riscladata: dato che qualcuno nel passato ha compiuto dele azioni orribili in nome della religione (ma per scopi economici, questo è chiaro) allora spazziamo via tutto ciò che ha a che fare con la religione o il Cristianesimo. Esseri incoerenti con se stessi (l'autore prima condanna le guerre di religione, e poi appoggia a spada tratta la missione guerrafondaia di Bush in Iraq!), generalizzare e ''fare di tutta l'erba un fascio'' è sempre stata la caratteristica di quegli uomini che si contraddistinguono dagli altri per avere un particolare tipo di ignoranza e superficialità di analisi (un enorme superficialità, nel caso di Hitchens) . Sconsiglio a chiunque di avvalersi delle (a dir poco)utopistiche teorie propinate da questo ''saggio''.
