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"Diario di scuola" affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo "alunni" si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli "sfaticati", dei "fannulloni", degli "scavezzacollo", dei "cattivi soggetti", insomma di quelli che vanno male a scuola. Pennac, ex scaldabanco lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d'angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell'istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei. E da questo rovistare nel "mal di scuola" che attraversa con vitalissima continuità i vagabondaggi narrativi di Pennac vediamo anche spuntare una non mai sedata sete di sapere e d'imparare che contrariamente ai più triti luoghi comuni, anima - secondo Pennac - i giovani di oggi come quelli di ieri. Con la solita verve, l'autore della saga dei Malaussène movimenta riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o toccanti, e colloca la nozione di amore, così ferocemente avversata, al centro della relazione pedagogica.
08/11/2008
PRIMA LEGGI E POI COMMENTA SE E DA PROPORRE AGLI ALUNNI
16/06/2008
Genitori ed insegnanti dovrebbero assolutamente leggere questo libro! E' arrivato il momento di restituire alla scuola il suo ruolo. Ognuno si prenda le proprie responsabilità, i genitori in famiglia e gli insegnanti a scuola. Bravissimo Pennac a cogliere degli aspetti molto sottili della psicologia degli adolescenti. Lo dovrò rileggere quando avrò un figlio!
14/06/2008
Disamina della scuola e degli insegnanti visti dal ''fondo della classifica''. Efficace il messagio a chi se ne occupa di farlo con amore, e utile l'invito a sforzarsi di capire prima di giudicare.
03/06/2008
Premetto che sono anch'io un insegnante e vorrei fare una proposta: perchè il ministero non distribuisce gratuitamente questo testo a tutti i docenti di ogni ordine e grado con l'obbligo di leggerlo e di discuterne in collegio docenti? Ne trarrebbero vantaggio gli studenti: dai più piccoli ai più grandi. Libro bellissimo che si fa divorare, pieno di grandi verità e di tante esilaranti osservazioni. Veramente consigliato!
28/04/2008
Luca Segantini - luca@segantini.net
Appena finito il libro, mi ha aperto prospettive nuove nella quotidiana lotta con i miei 4 ragazzi, studenti non proprio entusiasti. Lo consiglio davvero a chi vuol capire come affrontare le classiche discussioni sul rendimento scolastico e vuole evitare di affidarsi ai soliti stereotipi che non servono a niente.
17/04/2008
Francesca - fraffra990@yahoo.it
Bravissimo Pennac come sempre... un libro che vi fa riflettere molto e in alcuni momenti anche divertire, utile a chiunque, dall'insegnante all'alunno al genitore! aurevoir
02/04/2008
Se siete insegnanti o genitori non perdetevi questo libro! Pennac in questo scritto da il meglio di sè: forse perchè scrive quello che fa e perchè ama il suo mestiere. E' un potente libro pedagogico, per giovani e adulti; critica la scuola individuandone le difficoltà odierne ma allo stesso tempo la esalta per la sua missione unica e nobile. Il libro è fatto di piccoli racconti, molto autobiografico perchè descrive il pennac alunno e somaro, ma ''recuperato'' grazie alla relazione efficace che instaura con tre o quattro maestri. Alcuni brani sono dei veri racconti poetici capaci di scaldare l'anima e pieni di speranza (il che la dice tutta sul consueto pessimismo di pennac e della saga mallussen). - michele -
29/03/2008
Secondo me qst libro è 1po' strano e nn lo trovo particolarmente interessante... però cm si dice.. .ognuno ha i suoi gusti! :-D
