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Apparso nel 1866, "Delitto e castigo" fu l'opera che diede a Dostoevskij la fama e rimane forse ancora oggi il suo romanzo più celebre. Intessuto di una grande complessità di temi, riflette i principali motivi che agitarono la Russia di metà Ottocento e l'animo dell'autore: dagli ideali protosocialisti a un superomismo quasi nietzschiano, fino al misticismo messianico tipicamente slavo. Il racconto ruota intorno alla vicenda del giovane Raskòl'nikov che, spinto dalla miseria ma soprattutto da considerazioni teoriche, uccide un'anziana usuraia condannandosi così al rimorso e alla nevrosi, trovando infine pace nell'espiazione e nell'amore per una creatura pura. Un romanzo della perdizione, ma di una perdizione che, proprio nel suo momento più fondo, trova una luce che la redime. E in ognuno dei tantissimi personaggi, tratteggiati con impareggiabile maestria psicologica, rivive una scintilla di bontà soffocata dall'orrore, eppure ancora viva e palpitante di speranza.
13/03/2008
ekorbmi - ekorbmi@yahoo.it
Una perla, scoperta grazie al consiglio di una carissima amica. Con Dostoevskij ho avuto il piacere di fare la mia seconda esperienza ''russa'', iniziata con ''Anna Karenina'' di L. Tolstoij. Delitto e castigo è IL romanzo, una continua spirale di emozioni con giusti momenti di pausa (o noia per chi preferisce) gestiti con grande maestria. Un racconto che ti porta a fare un viaggio nel tempo in Russia, nella miseria nera della gente e, contemporaneamente, ti catapulta nell'animo di un uomo qualunque che soccombe alla sua nevrosi; pienamente d'accordo con l'analisi di Pasolini: Dostoevskij è squisitamente in anticipo su Freud.
23/08/2007
Andrea - andrea.modena@hotmail.it
Forse è un libro un po pesante, dopo 3 pagine o si ama o si odia. Però vale davvero la pena di leggerlo, magari di sopportate ogni tanto una decina di pagine di noia totale, perchè questo libro offre una quantità di spunti di riflessione che in pochissime opere si trovano tutti insieme. E' un libro che parla dell'uomo, con le sue virtù e le sue bassezze, della lotta tra il bene e il male, della storia della civiltà e del nascente spirito capitalista, dell'amore e della pietà e di tante altre cose, e sullo sfondo una città come Pietroburgo con le sue contraddizioni e la sua miseria. Un libro che sicuramente lascia dentro qualcosa di indefinito, dove ognuno può trovare la sua spiegazione, il suo significato. L'autore da degli spunti di riflessione, il lettore può condividerli o no, ma sicuramente non riesce a rimanere indifferente.
22/08/2006
Uno dei libri fondamentali della letteratura mondiale sugli interrogativi dell'uomo sul male e sul bene.Impressionante e indimenticabile.
06/07/2006
La trama in questo romanzo non ha un posto di rilievo rispetto alla vicenda interiore del protagonista, che è l'elemento veramente fondamentale. La capacità dell'autore di descrivere il susseguirsi degli stati d'animo di un assassino non ha eguali. Il lettore viene letteralmente assalito ed angosciato dal senso di colpa e dalla paura del protagonista. La psicologia di Raskòl'nikov è analizzata minuziosamente, quasi maniacalmente, in ogni suo cavillo. L'unico punto in cui sono in disaccordo è la scelta della risoluzione finale... la fede anche se forte non può sanare un animo lacerato... grande libro!
08/02/2006
claudia - klya88@yahoo.it
è troppo noioso...già a metà ho capito k non faceva x me e l'ho cestinato...è un classico ma....d'altri tempi....
