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"Dago red" è il vino rossorubino fatto dai 'dago', gli italiani un po' guappi d'America. Lo strepitoso Arturo Bandini ha bevuto sicuramente 'dago red'. Bisogna partire da questi racconti per sborniarsi sul serio con tutti i geniali padri-muratori, tutti gli strepitosi figli-scrittori inventati da John Fante. (Domenico Starnone)
"Dago red", la raccolta di racconti pubblicata da John Fante nel 1940, appena dopo "Chiedi alla polvere", corona il momento magico della carriera del narratore italo-americano, offrendoci una serie di "istantanee" (ora comiche ora struggenti) di tutto il suo mondo narrativo, passato e futuro. Come il suo grande amico William Saroyan, e tantissimi scrittori americani emersi negli anni Trenta del Novecento, anche Fante fu un maestro nell'arte della 'short story'. Con un racconto pubblicato nel 1932, "Chierichetto", iniziò in effetti la sua avventura di scrittore. I temi sono quelli che ritroviamo puntuali nei romanzi della saga di Arturo Bandini: ai ricordi dell'infanzia povera e dei lunghi inverni nel Colorado si aggiungono le prime avventure a Los Angeles di un giovane ambizioso e innamorato della vita, che punta tutto sul suo talento e sulla fiducia in se stesso. Ne viene fuori un libro straordinariamente compatto. Ben al di là della solita raccolta di testi sparsi, "Dago red" è un complemento indispensabile alla conoscenza di Fante. Si potrebbe dire che, accanto ai quattro libri su Bandini, con "Dago red" Fante ha voluto regalarci un libro 'di' Bandini.
Dago Red:
Rapimento in famiglia;
Muratore nella neve;
Prima comunione;
Chierichetto;
Professionista;
La canzonetta scema di mia madre;
Una moglie per Dino Rossi;
La strada per l'inferno;
Uno di noi;
L'odissea di un wop;
Casa, dolce casa;
L'iradiddio;
Ave Maria.

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