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Nel 1811 Chateaubriand pubblicò il suo "Itinéraire de Paris à Jérusalem" e diede in pratica il via alla memorialistica di viaggio, quell'insieme di storia e memoria, geografia e racconto, sensazioni, esperienze e riflessioni che hanno poi finito per incarnare un vero e proprio genere letterario. La Grecia, Costantinopoli, la Terra Santa, queste le tappe essenziali di un periplo nel quale si mischiavano le motivazioni più diverse: una passione amorosa, un pellegrinaggio umanistico e religioso, la noia e l'insoddisfazione, il bisogno di essere altrove, il narcisismo di un romanziere. Due secoli dopo, un altro scrittore-viaggiatore, Stenio Solinas, si è messo sulle sue tracce: è partito a vela da Trieste per approdare a Istanbul, 1350 miglia di navigazione, è andato in Israele e in Palestina... Il risultato è un doppio libro fra passato e presente, saggio e racconto, omaggio a un maestro, esercizio di ammirazione e prova d'autore.
27/10/2011
Due secoli fa, nel 1811, uscì a Parigi un libro che s'intitolava Itinéraire de Paris à Jérusalem. Il visconte François-Auguste de Chateaubriand aveva allora quarantatré anni, dieci anni prima, all'incirca, con Le génie du Christianisme era divenuto l'alfiere della rinascita religiosa anti-illuminista e insieme del romanticismo: l'Itinéraire rivoluzionò la letteratura di viaggio per come si era allora configurata: relazioni, esplorazioni, geografia, flora e fauna, il viaggiatore come specialista, sapiente o scienziato. Lui mise lo scrittore e il suo stile in primo piano: parlava di sé, sensazioni, emozioni, l'esplorazione del proprio io a petto di ciò che lo circondava. il primo a intuire che il viaggio scientifico, didattico o esplorativo ha sotto quel profilo i giorni contati: appartiene al passato, sopravvive al presente, ma non metterà il proprio sigillo sul futuro. La narrativa di viaggio contemporanea nasce allora, i Chatwin, i Leigh Fermor, i Thubron, i Dalrymple, i Bouvier, i Terzani vengono da lì, sono figli suoi.Due secoli dopo un altro scrittore-viaggiatore, Stenio Solinas si è messo sulle sue tracce ripercorrendo lo stesso itinerario. A vela da Trieste fino a Istanbul, milletrecentocinquanta miglia di navigazione, infine l'arrivo a Gerusalemme in Terra Santa dove i Vangeli hanno preso vita, dove il Signore si è fatto Uomo. Il risultato è un libro scritto tra passato e presente, saggio e racconto al tempo stesso, omaggio a un maestro, esercizio di ammirazione e prova d'autore.

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