Attraverso il densissimo carteggio di Salvatore Aponte, corrispondente per il "Corriere" a Mosca tra il 1926 e il 1929, cui fanno da contrappunto i suoi scritti pubblicati sul giornale, si getta uno sguardo in presa diretta sull'Unione Sovietica della fine degli anni Venti, con particolare attenzione alle lotte di potere nei vertici del Partito che seguirono la morte di Lenin e che rendono significativa e politicamente rilevante la complessa vicenda testuale del suo "testamento".

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