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In questo suo nuovo libro, frutto di anni di ricerca, Emilio Gentile mostra, attraverso esempi di singole personalità e movimenti, come uomini e donne di fede cristiana, nel corso degli anni trenta, giunsero a vedere nel totalitarismo comunista, fascista e nazista un fenomeno politico di natura religiosa anticristiana e un pericolo mortale per l'umanità. Furono tuttavia una minoranza i sacerdoti, i pastori, i teologi e gli intellettuali cattolici e protestanti che associarono in una comune condanna i tre regimi totalitari; condanna che contrastava con l'atteggiamento diversificato delle istituzioni ecclesiastiche verso i tre regimi. Infatti, mentre il bolscevismo fu condannato senza riserve, nei confronti del fascismo e del nazismo la chiesa cattolica e la grande maggioranza delle chiese protestanti ebbero un atteggiamento e un comportamento ambiguo, oscillante fra l'adesione, il plauso, la deprecazione o il silenzio. I primi a comprendere, già negli anni venti, il pericolo dell'integralismo politico incarnato nel Cesare fascista furono alcuni cattolici antifascisti italiani, come don Luigi Sturzo, Francesco Luigi Ferrari, don Primo Mazzolari. Essi sono protagonisti nel libro di Gentile, insieme a cattolici e protestanti francesi, inglesi, tedeschi, americani, che nel corso degli anni trenta li seguirono nella riflessione sul totalitarismo. Pur nella diversità delle loro concezioni cristiane, essi affermarono il primato di Cristo contro il primato di Cesare.

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