Insieme a Lennon, Dylan e Morrison, Lenny Bruce - che da solo rivoluzionò la comicità americana - fu uno dei miti della 'controcultura Hip' degli anni '60 e '70. Il suo humour nero, sexy, idealista, adolescenziale si opponeva a ogni forma di ipocrisia e intolleranza e si ispirava ai valori e alla cultura delle minoranze, provocatoriamente unificate in un gergo nero-yiddish sovversivo e 'scandaloso'. Predicatore blasfemo e profeta sacrilego, continuamente alle prese con la polizia, Lenny si rivolgeva a coloro che criticavano la religione organizzata, i costumi sessuali, il capitalismo, la guerra, e con le sue storielle metteva a nudo le incongruenze, lo sciovinismo, l'avidità o la vanità della società americana. Condannò anche con divertita ferocia l'autocompiacimento dei progressisti. 'Poichè la storia si ripete, e siamo ritornati in tempi di conservatorismo come quelli che l'hanno generato, è il momento giusto per rileggerlo' (Eric Bogosiari).
Lenny Bruce (1925-1966), uno dei miti della 'controcultura Hip' degli anni '60 e '70, uno dei più importanti e rivoluzionari show man degli USA , colui che trasformò il modo di ridere degli americani e che li costrinse a guardare nei loro lati oscui, si racconta in questa autobiografia, pubblicata in edizione economica con una presentazione di Daniele Luttazzi. La sua ossessione nel combattere e demistificare il sistema dell'american-way-of-life lo trasformò in una delle più illustri vittime della censura americana: Bob Dylan gli dedicò una canzone, Dustin Hoffman nel 1974 gli diede il volto nel bel film di Bob Fosse intitolato semplicemente "Lenny". Chi era Lenny Bruce? Bruce è stato il più acuto "intaccatore di tabù" in attività di servizio nel mondo dello spettacolo americano degli anni '60. Fu un iconoclasta, un demolitore della stupidità che emerse in un momento di profondo conflitto della società statunitense: una classe in conflitto, in attrito, contro un'altra classe come l'ignoranza contro il sapere, la stupidità contro l'intelligenza, il puritanesimo contro il piacere, la maggioranza contro le minoranze, la comoda ipocrisia contro l'ardua sincerità, i bianchi contro i neri, lo sciovinismo contro l'internazionalismo, il prezzo contro il valore, le vendite contro i servizi, il sospetto contro la fiducia, la morte contro la vita... Chiamato anche il John Coltrane del cabaret, Bruce fu un personaggio geniale, spregiudicato e blasfemo e in anticipo sui tempi: considerato un sovversivo, trascorse la maggior parte della sua vita d'artista a combattere contro le accuse e i processi per oscenità e oltraggio al pudore. Bruce fu un personaggio controverso ma brillante, che rivoluzionò l'idea di comicità nella cultura americana e fu sabotato dalla censura fino alla morte: morì a 41 anni, devastato dai fallimenti personali, dalla mole di processi, dalla censura, dall'ostruzionismo professionale e dalla droga: una delle sue frasi più celebri contro la censura rimane: "If you can't say 'fuck', you can't say 'Fuck the governement'". La Redazione
28/05/2002
skeetso - commonunwealth@inwind.it
I suoi pensieri apparentemente confusi riescono a toccare i lati paradossali della società americana dalla famiglia alle istituzioni. Si puo' definire il ''padre'' d'arte di Luttazzi.

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