Un anno di viaggio e vent'anni per raccontarlo: questa la genesi di Clarel, "romanzo in versi" di taglio mistico e dal sapore esoterico che Melville iniziò a concepire dopo un viaggio in Terrasanta, compiuto nel 1856-57, e che finì per pubblicare solo nel 1876. E un tale, lunghissimo travaglio creativo è un indizio per comprendere quello che Clarel rappresenta: non solo il racconto di un pellegrinaggio, ma anche un importante documento della vita immaginaria e spirituale del suo autore. Non a caso il protagonista, un giovane americano studioso di teologia, è diviso tra l'anelito al viaggio - vedrà il Giordano, il Mar Morto, Betlemme - e l'amore per Ruth, ebrea americana; non a caso, quasi tutti i personaggi sono occidentali in fuga dalla disperazione e dall'ateismo, che siano un presbiteriano scozzese o uno scandinavo libertario: come loro Melville cerca l'Oriente, le più antiche radici dell'uomo, le soluzioni all'eterno conflitto tra Bene e Male, tra Dio e Natura. Ne nasce un'opera inquietante e labirintica che si offre, al tempo stesso, come un capolavoro della letteratura moderna e come il testamento spirituale dell'autore di Moby Dick. Introduzione, prima traduzione integrale in italiano e note di Ruggero Bianchi.

Gruppo Mondadori
9 milioni di prodotti
Sconti tutti i giorni
Bol Pass
Spedizione gratis
Punto di ritiro
Fai un regalo
Gift card
Metodo di pagamento
Orario continuato
Servizio clienti gratuito