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Questo volume vuole dimostrare, aldilà degli steccati disciplinari, qualcosa di più: la maschera con le sue innumerevoli variazioni, e in tutti gli esiti formali e concettuali, rappresenta quasi una costante antropologica, un universo simbolico dalle finalità inaspettatamente pragmatiche che si carica attraverso i secoli di valenze sorprendenti, scorrendo spazi e tempi apparentemente inconciliabili per divenire essa stessa lo specchio entro il quale leggere la storia dell'umanità: non la storia con la quale comunemente facciamo i conti, ma la storia delle sue paure coscienti o meno, dei suoi traumi epocali, del suo drammatico rapporto - che è sempre la misura di distanze sempre meno attingibili - col soprannaturale, dello scontro-incontro con le forze oscure, "mascherate" appunto, della natura. Quest'universo simbolico, sempre sul filo del baratro dell'irrazionalità, a livello formale è rappresentato da una sterminata serie di "oggetti" [800 illustrazioni] dei quali Marosa Marcucci stende un catalogo necessariamente sommario, metodologicamente impostato non tanto per sezioni cronologiche, quanto per soggetti (larva daemonum, diavolo, Dioniso, Medusa ecc.) o per generi (il guardiano della soglia). Il catalogo si arricchisce scandagliando le componenti formali e simboliche dei singoli "oggetti", e la loro specie (maschera fogliata, maschera sputaracemi), particolarmente nei secoli dal Medioevo al Barocco, senza trascurare i secoli a noi più vicini.

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