La storia del cinema di René Prédal, come scrive Alberto Farassino nella postfazione, è forse quella "che raggiunge il miglior punto di equilibrio tra le esigenze informative e quelle riassuntive". Con chiarezza e uno spirito spesso polemico nei confronti di miti e luoghi comuni, Prédal individua tendenze, movimentyi e linee evolutive, ma non trascura i singoli autori e i film più rappresentativi. E se da un lato coglie sempre il legame del cinema con le altre arti, dall'altro non tace gli aspetti tecnici, economici, sociali e politici. Una storia del cinema, quindi, che spesso si trasforma anche in storia degli spettatori, e che riesce a mettere ordine sia nella nebbia del cinema delle origini che nel caos della contemporaneità: dai fratelli Lumière a Spike Lee e Jane Campion, senza trascurare le cinematografie extraeuropee e i generi un tempo ritenuti minori.

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