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E' possibile che un enorme albero compaia dal nulla in una sola notte? E se, dopo qualche giorno, sparisce la proprietaria del terreno in cui è spuntato il faggio clandestino? Per risolvere il mistero non basta un solo detective: ce ne vogliono quattro, gli stessi improbabili investigatori di "Io sono il tenebroso" dell'archeologa e medievalista francese Fred Vargas.
15/02/2011
E' il suo primo libro che leggo ma devo dire che mi ha appassionato e mi è piaciuto fino alla fine! Lo consiglio.
28/10/2009
Premetto che sono un fan della Vargas. L'ho scoperta tramite i suoi ultimi romanzi e sono andati a ritroso alla scoperta dei suoi inizi. Questo libro non ha decisamente deluso le attese, anzi! Personaggi ben strutturati e dai contorni ben delineati, dialoghi semplici ma incisivi e trama accattivamente sopratutto per i continui colpi di scena! L´unico appunto che mi sento di fare è che forse la trama appunto è un po' troppo cervellotica ed elaborata, bella certamente ma probabilmente poco realistica, mentre la Vargas stessa, nelle sue interviste, dice di andare alla ricerca di situazioni quotidiane perchè i delitti, nella loro essenza, sono sempre semplici! L'ho comunque letto tutto d'un fiato e sono in procinto di cominciare "Io sono il tenebroso".
15/04/2009
Non mi è piaciuto. Una noia mortale per 220 pagine poi carino nelle ultime 34.. 34 pagine di una trama intricatissima. Insomma, si può fare di meglio.
27/01/2009
Ho comprato due libri della Vargas: questo e "L'uomo a rovescio". Uno l'ho letto tutto, trovandolo di una noia mortale, l'altro nemmeno sono riuscita a finirlo. Niente a che vedere con i grandi gialli pieni di ritmo ed incalzanti. Qui rischi di addormentarti ad ogni pagina...
19/05/2008
Nei libri della Vargas spesso la trama è solo un pretesto, una base su cui 'ricamare' e caratterizzare i suoi indimenticabili personaggi e i suoi ambienti. molti suoi romanzi apparentemente più 'strutturati' non fanno che riproporre quasi senza variazioni la struttura de l'uomo dei cerchi azzurri, ma questo non è un difetto proprio perchè la struttra non è che la tela su cui dipingere. Chi è morto alzi la mano, è stupendo per la ricchezza dei caratteri che gli danno vita.
11/03/2008
chiara - chiara.medolago@tiscali.it
Sin dalle prime pagine si nota che, per essere un ''giallo'', è lento, ma è proprio questo il bello del romanzo della vargas. Inizia con la lentezza di una quotidianità ormai sempre uguale, stancante, monotona, poi ci si addentra in un nuovo mondo, una vecchia casa in affitto, altri inquilini e quella che prima era lentezza pian pian diventa dinamismo, un dinamismo però che si riflette nei rapporti con gli altri e in uno spasmodico desiderio di sapere e di scoprire la verità.
13/05/2007
viviana - vivimero@libero.it
li ho letto tutti i libri della vargas ma questo non sono riuscita a finirlo. alcuni, tradotti da una certa yasmina, sono tradotti malissimo...questo è veramente lento...
19/07/2006
A chi è piaciuto il libro alzi la mano! Le mie sono tutte e due basse e non ho intenzione di sollevarle. Il romanzo della medievista francese, popolato da personaggi appena accennati, sa molto di improvvisato: rispetto ai noir degni di tale definizione manca di suspense e di struttura. Duecentocinquanta pagine di noia mortale, trascinate alla maniera del feulleton e risolte in un intreccio più vicino alle soap opera televisive, che alla realtà quotidiana, alla quale fred vargas vanta di ispirarsi. Mi ero avvicinato al libro con curiosità, generata dal gran clamore che si fa sulla scrittrice: dopo questa prima lettura sono rimaso molto deluso!

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