Da José Arcadio ad Aureliano Babilonia, dalla scoperta del ghiaccio alle pergamene dello zingaro Melquíades finalmente decifrate: cent'anni di solitudine della grande famiglia Buendía, i cui componenti vengono al mondo, si accoppiano e muoiono per inseguire un destino ineluttabile. Con questo romanzo tumultuoso che usa i toni della favola, sorretto da un linguaggio portentoso e un'inarrestabile fantasia, Gabriel García Marquez ha saputo rifondare la realtà e, attraverso Macondo, il mitico villaggio sperduto fra le paludi, creare un vero e proprio paradigma dell'esistenza umana. In questo universo di solitudini incrociate, impenetrabili ed eterne, galleggia una moltitudine di eroi predestinati alla sconfitta, cui fanno da contraltare la solidità e la sensatezza dei personaggi femminili. Pubblicato nel 1967, scritto in diciotto mesi ma meditato per più di tre lustri, "Cent'anni di solitudine" rimane un capolavoro insuperato e insuperabile, un romanzo tra i più amati di sempre che, in occasione del quarantesimo anniversario della prima pubblicazione, gli Oscar Mondadori propongono in un'edizione speciale arricchita da un documento d'eccezione: la lettera con cui "Gabo" presentava il manoscritto dell'opera al suo editore.
16/10/2008
concordo per quel che concerne la grande fantasia usata nel descrivere i cent'anni di solitudine di macondo ma un plauso per la qualità dello scritto. Scritto con maestria e bellissima la descrizione di ciascun personaggio... è stato come vedere ogni protagonista uno ad uno... a volte lento, ma spesso avvincente. è stato il mio secondo approccio con l'autore... purtroppo il primo non è andato a buon fine: vivere per raccontarla non mi ha particolarmente entusiasmato. consiglio di leggere cent'anni di solitudine a quanti hanno la curiosità di conoscere marquez
18/12/2007
aurora - blumoon@libero.it
Un libro dalla fantasia esplosiva, che come una grande fiaba ti porta dentro un'altra vita , un'altra storia piena di personaggi ed immaginifica. Bello!
24/10/2007
Paolo Rigamonti - rigamonti60@yahoo.it
Un romanzo che (forse) ha l'unico suo limite nella larghezza della narrazione, tanto che a tratti pare sfuggirti. Anche perchè Macondo è forse più un luogo della mente che un luogo della vita. Ma il giudizio può essere viziato dal fatto che è la mia prima lettura di Garcia Marquez. Assolutamente inimitabili le parti più carnali.
