Gabriel Garcia Marquez
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Da Josè Arcadio ad Aureliano babilonia, Dalla scoperta del ghiaccio alle pergamene dello zingaro Melquiades finalmente decifrate: "Cent'anni di solitudine" di una grande famiglia i cui componenti vengono al mondo, si accoppiano e muoiono per inseguire un destino ineluttabile, in attesa di un figlio con la coda di porco. "Cent'anni di solitudine" rimane un capolavoro insuperato e insuperabile, che nel 1982 valse al suo autore l'assegnazione del premio Nobel. Un libro tumultuoso con i toni della favola, sorretto da una tensione narrativa fondata su un portentoso linguaggio e su un'invidiabile fantasia. Garcia Marquez ha saputo rifondare la realtà e fondare Macondo, il paradigma della solitudine, una situazione mentale e un destino più che un villaggio. Lo ha costretto a crescere avvinghiato alla famiglia Buendìa. Lo ha trasformato in una città degli specchi e lo ha fatto spianare dal vento. In questo universo di solitudini incrociate, impenetrabili ed eterne, galleggia una moltitudine di eroi predestinati alla sconfitta, cui fanno da contraltare la solidità e la sensatezza dei personaggi femminili. Su tutti domina la figura di aureliano Buendìa, il primo uomo nato a Macondo, colui che promosse trentadue insurrezioni senza riuscire in nessuna, che ebbe diciassette figli maschi e glieli uccisero tutti, che fuggì a quattordici attentati e a un plotone di esecuzione per finire i suoi giorni chiuso in un laboratorio a fabricare pesciolini d'oro.
Formato:
Tascabile
Pagine: 406
Lingua: Italiano
Titolo originale: Cien anos de soledad
Lingua originale: Spagnolo
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione 1988
Codice EAN: 9788804314639
Traduttore:
E. Cicogna
Enrico Cicogna
Generi:
Romanzi e Letterature,
Romanzi stranieri contemporanei
2009-12-11
Direi che è sicuramente ben scritto, ma per me è stato un po' pesante, probabilmente è colpa mia se lo giudico così in quanto forse leggere un "mattoncino" del genere a 13 anni non è il massimo. Diciamo che nonostante tutto l'ho apprezzato parecchio. La cosa che più da fastidio forse è come finisce... in quanto, almeno a me ha dato fastidio questo finale secco e dopotutto forse anche abbastanza ovvio.
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2009-06-12
L' ho letto almeno 5 volte, mai letto niente di meglio. A chi apprezza consiglio sempre di Marquez "L'autunno del patriarca", di Gunther Grass "Il tamburo di latta", della Allende "la casa degli spiriti". Ciao
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2006-03-30
lel
lel@excite.it
non si hanno parole per definirlo!
leggendo i suoi libri si viene circondati dall'atomosfera tropicale e seducente del ''latino america'' io ho avuto anche l'immenso privilegio di averlo conosciuto...
non tutti sanno che è anche il presidente del festival del ''nuevo cine latino americano'',una bella persona...
:)
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2004-04-30
Il libro più bello che abbia mai letto!!!
Marquez in forma strepitosa ci conduce nella sua onirica favola i cui personaggi oscillano magistralmente tra l'impalpabile e il tangibile. Emozioni vere in un mondo fantastico: l'equlibrio di un CAPOLAVORO!
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2003-12-27
Claudio
kosai@inwind.it
L'ho letto un po' di tempo fa, e devo dire che la cosa che mi ha più colpito è che nessun altro libro che ho letto si avvicina al capolavoro di Marquez, perchè mi sembra un libro fuori dal tempo e dalle solite strutture narrative, qualcosa di diverso e irraggiungibile che si può solo ammirare. Vi prego leggetelo perchè sicuramente vi illuminerà un angolo di immaginazione che difficilmente sapete di avere.
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2002-09-19
Gabriella
m.gabriella2@inwind.it
Forse rischio di essere ripetitiva, in assoluto il più bel libro che ho letto, passione, mistero, dolore, fantasia si fondono con la solitudine che resta l'elemento base di questo racconto. A distanza di 10 anni ricordo ancora alcune frasi a memoria: un libro per sognare e nello stesso pieno di concretezza.Mi piacerebbe andare a Macondo, ma forse ogni tanto tutti ci andiamo con la fantasia.
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2002-08-27
Che Marquez sia grandissimo, con una capacità figurativa maggiore degli altri, seppur dotati, autori sudamericani, ce lo dice questo libro.
Un affresco grandioso, una forza evocativa unica, passaggi che sono tanto ricchi e completi da sembrare sequenze cinematografiche (Marquez, non dimentichiamolo, ama molto il cinema). Un libro che fa bene all'anima, mi associo con chi lo consiglia per le scuole
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2002-07-12
davide fiocco
fiocko@virgilio.it
forse perché l'ho letto nei viaggi in treno per andare all'università, non son riuscito a cogliere tutti gli aspetti di questo bellissimo libro, però voglio dire una mia impresione. dopo aver leto il libro ho letto la nota biografica sulla vita dell'autore: vi si trovano nomi e situazioni molto simili a quelle del romanzo. non dimentichiamo che tra gli amici di uno degli ultimi discendenti della famiglia buendia c'é un certo gabriel, che a me ha fato pensare all'autore. nel leggere la biografia dell'autore e pensare al senso di solitudine che lui ha provato nella sua vita, questa é una mia impressione che potrebbe essere sbagliata, é come se lui avesse messo se stesso in questo libro, che aureliano e arcadio, i due nomi più ricorrenti, siano due aspetti diversi della stessa persona che alla fine vive le stesse cose.
consiglio a tutti di leggerlo, é molto bello.
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2002-07-08
Per noi abitanti di un mondo che va avanti sfruttando le tecnologie e le nuove scoperte, quello di Marquez ci pare assurdo per certi versi. E' invece da considerarsi solamente autentico; dove ancora le macchine intelligenti non hanno preso il sopravvento e dove le credenze popolari regnano sovrane. E' in assoluto il più bel libro che abbia mai letto.
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2002-02-15
Roberto
robydelucca@libero.it
Il miglior libro scritto da Marquez e il miglior libro che la mia modestissima biblioteca ospita. Il paese in cui si vivono le esperienze sembra essere così lontano e così vicino allo stesso tempo.
Non si può fare a meno di leggerlo.
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2001-10-29
E' fantastico!!!!!!!!!!!!!
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2001-10-12
<br>Il più bel libro che abbia mai letto .
GArcia Marquez ci guida in un mondo per noi molto lontano facendocelo diventare il nostro .Il clima che si respira pieno di mistero e di fantasia riempe il cuore di felicità . Dovrebbero farlo leggere in tutte le scuole.
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2001-03-11
<br>Riuscire, per noi europei, ad immaginare la vita dei discendenti dei coloni spagnoli in Sudamerico non é facile. Cercare di spiegarla facendone il perno di un romanzo lo é ancora meno.
Marquz vi é riuscito: ha saputo mescere in quest'opera il gusto prettamente latino-americano per le saghe familiari, così ricche ed intrecciate di amori e passioni, con lo stile del romanzo europeo. E' riuscito a descrivere uno spaccato, ai nostri giorni non più esistente (credo...), di vita a noi del tutto estranea, in un modo così "universale" che tutti, alla fine di libro, non possiamo che sentirci un pò abitanti di Macondo, un pò legati alla famiglia Buendia, un pò scossi ma pacevolmente turbati dalla passione solitaria che anima questo romanzo.
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