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"Non era solo il fatto di passare intere serate svegli fino a tardi, o di esserci trovati più volte in situazioni curiose, a fare di noi una coppia di amici. Erano le storie. Le storie e il fatto di raccontarcele. Ray mi incoraggiava calorosamente ad andare avanti con la mia scrittura, e da parte mia ricordo con che emozione lo ascoltai una volta leggermi alcuni dei suoi racconti. Fui immediatamente convinto che erano qualcosa di nuovo e al tempo stesso destinato a durare nel tempo: una novità che sarebbe rimasta tale per sempre. Per quanto i precedenti racconti di Carver fossero belli, questi erano persino migliori, più luminosi, più misteriosi, ti colpivano diritti al cuore." (Tobias Wolff)
Penne; La casa di Chef; Conservazione; Lo scompartimento; Una cosa piccola ma buona; Vitamine; Attento; Da dove sto chiamando; Il treno; Febbre; La briglia; Cattedrale.
17/04/2004
Paolo Giancristofaro - p.giancristofaro@tin.it
Avevo sentito parlare molto di Raymond Carver, non avevo mai letto nulla, e mi ero promesso di farlo. Il momento è poi finalmente arrivato. Quello che ho letto sono storie, semplicemente storie. Non mi hanno coinvolto più di tanto, non mi hanno trasmesso sensazioni, non mi hanno fatto pensare, non mi hanno arricchito. Delusione.
06/09/2003
Questo libro mancava dalle librerie da anni. E' stato un piacere ri-incontrarlo, rileggerlo, apprezzarlo di nuovo, in una nuova traduzione dell'impeccabile Riccardo Duranti, nella veste grafica della casa editrice che ha pubblicato tutte le opere di questo maestro, Carver.
