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Caos calmo Sandro Veronesi 978884523489
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Caos calmo

Sandro Veronesi
Prezzo di copertina: € 17,50

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I contenuti

"Mi chiamo Pietro Paladini, ho quarantatré anni e sono vedovo." Si presenta così il protagonista del nuovo romanzo di Sandro Veronesi. Un uomo apparentemente realizzato, con un ottimo lavoro, una donna che lo ama, una figlia di dieci anni. Ma un giorno, mentre salva la vita a una sconosciuta, accade l'imprevedibile, e tutto cambia. Pietro si rifugia nella sua auto, parcheggiata davanti alla scuola della figlia, e per lui comincia l'epoca del risveglio, tanto folle nella premessa quanto produttiva nei risultati. Osservando il mondo dal punto in cui s'è inchiodato, scopre a poco a poco il lato oscuro degli altri - di quei capi, di quei colleghi, di quei parenti e di tutti quegli sconosciuti che, ciascuno sotto il peso del proprio fardello, accorrono a lui e puntualmente soccombono davanti alla sua incomprensibile calma. Così la sua storia si fa immensa, e li contiene tutti, li guida, li ispira; saggio, brillante, scettico, cordiale, imprevedibile, Pietro Paladini è l'uomo che procede a tentoni nell'atto del risanamento, e così facendo scioglie chimicamente l'oggi, vi ricava spazi con l'ingegno: avanza, sperimenta, conclude. La scrittura avvolgente di Veronesi, la sua danza ininterrotta tra intelletto e parola è la corda con cui Pietro trae a sé il secchio dal fondo del pozzo, piano piano, senza alternative, determinando le condizioni per un finale inaudito, eppure del tutto naturale, in cui si scavalcano i limiti del possibile e si approda alla più semplice delle verità: l'accettazione della natura umana nella sua banale, eroica confusione di forza e debolezza.
Con "Caos calmo" Sandro Veronesi ci offre un'opera importante, la cui maturità espressiva sfiora le profondità dell'apologo, centrando il nocciolo duro di un'umanità che patisce fino allo spasimo, e che dinanzi alla quiete si meraviglia.


Altri dati

Formato: Brossura
Pagine: 451
Lingua: Italiano
Editore: Bompiani

Anno di pubblicazione 2005
Codice EAN: 9788845234897
Generi: Romanzi e Letterature, Romanzi Italiani Contemporanei



Ultimi commenti


2009-01-29
Ho affrontato questo libro per il tema della vedovanza maschile, che è una condizione che sto purtroppo vivendo, di cui mi interessa esplorare diverse prospettive. Da questo punto di vista, si percepisce subito che la condizione di vedovo è un artificio letterario e non un'esperienza autobiografica dell'autore (meno male per lui!) comunque vi sono ugualmente degli spunti molto originali: la mancanza del senso di dolore, il ''caos calmo'', il magnetismo che un lutto così profondo produce verso altro dolore e sofferenza. Mi è piaciuta molto la situazione apparentemente surreale del personaggio che passa le sue giornate nel giardino antistante la scuola della figlia, diventando il catalizzatore del dolore del mondo che lo circonda. Per esperienza diretta devo dire che tale magnetismo esiste veramente. Nonostante tratti un tema terribile come quello della mancanza, non trasmette disperazione ma appunto ''calma''. Bello anche lo stile narrativo, avvincente si fa leggere bene. Stupenda la descrizione dei pensieri spesso assolutamente decontestualizzati che attraverso la mente dei personaggi mentre vivono certe situazioni (ad esempio l'eccitazione del personaggio mentre salva la donna in mare). Poco convincenti e prolisse le pagine su quando il personaggio prende l'oppio con il fratello o fa sesso con la donna che ha salvato. Comunque... sono diventato un fan di Veronesi.
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2009-01-26
Sinceramente anche per me è il primo libro di Sandro Veronesi però devo dire che a me è sembrato un vero capolavoro... Ho cominciato questo libro per scuola, come lettura del mese ma mi ha preso fin da subito, non l'ho trovato noioso anzi, è riuscito a mettere insieme tante realtà diverse, con una semplicità che lo fa sembrare naturale. Ma la cosa che veramente mi ha lasciato di stucco è il finale, non banale e scontato... ''E adesso potreste passarmi Lara?'' splendido! Chiara
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2008-10-16
ho comprato subito il libro ma nn l'ho letto immediatamente... poi ho saputo del film e ho pensato che per farci un film meritasse come scritto. non me ne vogliano quanti hanno amato veronesi in questo libro, ma io l'ho trovato estremamente lento e noiso, ripetitivo. a volte scorrevole e avvincente... ma tante altre volte mi son dovuta affrettare a leggere per finirlo prima per poter passare a qualcosa di meglio!!putroppo non sono una che lascia i libri a metà!
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2008-07-14
L'inizio non è entusiasmante, ma poi sempre più coinvolgente. L'ho letto in un momento di particolare caos nella mia vita e mi ha aiutato a riflettere ed osservare le cose con un po' di distacco, a prendere un po' la distanza da mille problemi che mi assillavano, trasmettendomi una sorta di tranquillità.. per me è stato il libro giusto al momento giusto e l'ho divorato.
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2008-04-03 antonella mangano antonellina73@libero.it
Non ci sono altri termini per definirlo... Chissà cosa capiterebbe ad ognuno di noi, trovandoci dinnanzi ad un simile caos calmo... Assolutamente da leggere, fa riflettere e tiene costantemente sospesi nello stesso limbo nel quale si trova il protagonista. Il finale, tra l'altro, è praticamente perfetto, assolutamente per nulla scontato.
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2008-03-28 gallaura77@hotmail.com
Un libro che parla di riflessioni di un uomo in un momento critico della sua vita (Pietro Paladini). Ho trovato originale l'idea della panchina e dell'automobile che diventano l'ufficio, la casa ed il luogo di riflessione ma soprattutto di confessione da parte di colleghi, superiori e amici. Bellissimo! Ora sono curiosa di vedere il film.
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2008-03-07
Concordo con chi lo ha già scritto prima di me: è il libro più brutto che io abbia mai letto. Un'accozzaglia esasperata di eventi e personaggi che compaiono e scompaiono senza lasciare il segno. Scrittura arrogante. Veronesi pensa forse che un romanzo diventi ARTE quanto più è sconclusionato. Perchè Veronesi non legge qualcuna delle opere di RUSHDIE, per esempio furia, dove il CAOS è raccontato in modo coinvolgente, emozionante, da togliere il fiato senza pretenziosità e assurdi intrecci narrativi: che c'entrava il riferimento esoterico (666), e tutta quella storia della trinità, e l'email dell'inizio dello scrittote per bambini che non si è mai capito chi fosse, e il vecchio con il bastone nella macchina che fa al protagonista la ''RIVELAZIONE''? L'idea del padre davanti alla scuola mi aveva incuriosito, il libro è stato invece una completa delusione.
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2008-02-29
Mi ha preso in maniera travolgente anche se il finale mi ha un po' deluso. Non credo che andrò a vedere il film, non mi piace Nanni Moretti e non lo vedo assolutamente nel ruolo di Pietro. Credo che rimarrò con il ''sapore'' del libro!!!
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2008-02-26 Antonella lellanto2000@yahoo.it
Esiste un modo ''giusto'', univoco per vivere il proprio dolore? E' questa la domanda che mi sono posta durante la lettura di questo libro. E' un romanzo che fa riflettere su come, a volte, sia necessario fermarsi e vivere in uno stato di ''sospensione del tempo'' per riuscire a sopportare l'insopportabile!
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2008-02-06
Alla fine della lettura ho cercato un aggettivo per qualificare caos calmo ed ho pensato a ''generoso''. Credo che lo sforzo si Veronesi sia stato grande. Ci ha messo tanto, forse più di quanto avrebbe dovuto. E' una lettura che riempie e che svuota. Che dà emozione.
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2008-02-06 Guido Tresoldi pengweeds@bigpond.com
Questo libro è stato scelto per il nostro 'bookclub' italiano qui a Melbourne in Australia. Quando l'ho trovato nella biblioteca italiana mi sono detto ''oddio, un po' lunghetto''. E ho cominciato a leggerlo e devo ammetterlo che Veronesi è molto bravo a coinvolgere il lettore. Posso capire che può sembrare che il 'libro non va da nessuna parte', ma penso che sia proprio questo che rende il libro speciale. La 'trama' rispecchia la situazione di Pietro. Una persona che non riesce o non può andare in fondo con i suoi sentimenti, allora usa la routine della giornata, il bambino Down, Jolanda con il cane etc. per creare una specie di 'bolla' come dice lui. Ma alla fine Pietro capisce che sebbene avesse già abbastanza cose materiali dalla vita, non aveva niente. E' un libro morale perchè anche nel incontro sessuale con Eleonora Simoncini pensa a tante altre cose, e alla fina si vergogna di che cosa ha fatto. E il trionfo di Pietro è quando usando l'esempio di Enoch (che dopotutto come dice lui era l'unico che aveva una etica sincera) con Boesson aveva involontariamente l'opportunità di avere denaro e benessere materiale e fama, ma alla fine decide di anche lui non tradire e di seguire una linea morale. Qui viene la svolta del libro, la realizzazione di tutti quei mesi in quella macchina di fronte la scuola: ''Ma stavolta non cederò, Tu credi che io sia solo l'essere avido che hai appena visto sgranare gli occho davanto al malloppo, ma io sono be altro... Non ho sfruttato la mia occasione, non calvacherò con gli uomini potenti, ma oggi mi sono costruito un ricordo fenomenale. Qualcosa di talmente grande che non potrò parlarne con nessuno. Ricorderò per anni questo momento - i mucchi di neve lungo il marciapiede, l'odore di bagnato nell'aria, le nuvole di fiato. Poi, un giorno, se sarò diventato un uomo buono lo dimenticherò.'' E poi il passaggio finale. Quella fantomatica telefonata a tutti quelli che erano diventati i protagonisti di quei mesi davanti alla scuola. E fra questi finalmente c'è Lara, rientra nella sua vita. E forse potrà finalmente riuscire a sentire la sua mancanza.
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2008-01-20
In assoluto il libro più brutto che abbia mai letto. Non salvo neanche una pagina né un frase. Se avevamo ancora qualche dubbio sul declino dell'Italia, questo orribile romanzo ci regala la certezza. Perché è un paese davvero molto triste quello in cui un libro così mostruosamente inutile riesce a vincere il Premio Strega e a diventare un bestseller. Lo avevo comprato proprio per quella fascetta che, nella mia giovanile ed entusiasta ingenuità, associavo ancora a una garanzia di qualità; e invece questa è un'opera che con la letteratura non ha proprio nulla a che vedere. È scritto con uno stile elementare e ogni tre parole ricorre una parolaccia, sempre la stessa, da cui l'autore è chiaramente ossessionato. Non capisco come Nanni Moretti abbia potuto accettare di recitare in un film tratto da un romanzo così schifosamente borghese. Si tratta di un libro indecente e volgare (lì dove volgare non è che un eufemismo, un'accusa all'acqua di rose), che dovrebbe essere vietato; anzi, ritirato. C'è una sola categoria di persone che potrebbe trarre qualche beneficio dalla lettura di "Caos calmo": gli aspiranti scrittori, gli ingenui outsider che ignorano le leggi che regolano l'editoria italiana. Perché se un aspirante scrittore legge questo romanzo, non può fare a meno di pensare; "Be, se questo tizio, con un romanzo così brutto, è riuscito a vincere il Premio Strega e raggiungere in poco tempo la decima edizione, perché io, con il mio libro, che è davvero un buon lavoro (senz'altro migliore di questo obbrobrio) non dovrei ottenere qualche risultato positivo?". "Caos calmo" è il classico volume scritto male, privo di significato e di spessore, che può risultare incoraggiante per gli aspiranti scrittori, forse è per questo che siamo così tanti, perché leggiamo questi libracci... Con astio imperituro, A.
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2008-01-15
Questo libro è la dimostrazione che il premio Strega può esser dato, ahimè ,a chiunque.
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2007-11-22
Questo libro mi è stato regalato; all'inizio l'ho divorato poi è diventato un po' lento... Cmq particolare e ben scritto.
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2007-10-11 Andrea N. onean_73@hotmail.com
Non riesco ancora a decifrare il mio sentimento nei confronti di questo libro. Certamente scritto bene, scorrevole, a tratti noioso, con alcune leggende metropolitane rubate qua e la ''il portabicchiere del computer'' la conoscevo già 15 anni fà. Non so, mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca, speravo nel finale sorprendente, ma cosi' non è stato. Non sono riuscito ad afferrare il messaggio dell'autore. La frase del retro della copertina forse è la più interessante ''la gente pensa a noi molto meno di quanto noi immaginiamo'' (+o- fa cosi').
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2007-10-03
Ho letto "caos calmo" quasi per caso... da un lato incuriosita da un breve e piuttosto divertente articolo su Linus, dall'altro attratta dal titolo che trovo meraviglioso... ho passato tre giorni a leggere... ho fatto fatica a lavorare... ho anche trascurato il lavoro perchè dovevo andare avanti nella mia lettura... non so quanto mi rimarrà di questo libro (l'ho appena finito) e quindi non so che giudizio dare... so che raramente un libro mi ha preso così e so che alcuni passi mi sono piaciuti molto, in particolare: ''E guarda che non è vero che non soffre: sua madre è morta e lei è costretta a capire tante cose da sola, a viverle sulla sua pelle, a dire a me cosa devo fare, e questo è soffrire''. Senza contare che i Radiohead sono il mio gruppo preferito...
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2007-09-26 Mario mario.cosimi@libero.it
Quando si scrive lo si fa per necessità, almeno questo ci hanno sempre insegnato i grandi della nostra letteratura. Ma questo di Veronesi, su, confessiamolo pure, è uno di quei libri che si scrivono per rinnovare un successo letterario, per vendere qualche libro in più con una scrittura fluida e ricca di inflessioni ma, sotto la scorza attraente, profondamente monotona. Ammiccamenti di ogni genere su tutti i temi che più possono solleticare un pubblico che vuole sentirsi dire ciò che si aspetta. Veronesi non perde un colpo ed è un vero maestro nel seguire ciò che è facile con una scrittura ancora più facile: il successo è assicurato. Peccato che tutto questo non basti e che, in realtà, il libro è nato già morto.
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2007-09-26
Non è un capolavoro o un libro particolarmente impegnato, però si fa leggere volentieri. La trama prende il lettore e il protagonista è ben caratterizzato ed è impossibile che non piaccia. Se si entra in sintonia con lo spirito del libro, si resterà sicuramenti soddisfatti dalla lettura. Personalmente, poi ho avuto anch'io lo stesso disco dei Radiohead che girava nell'autoardio per mesi e mesi. Caste
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2007-09-05 paola dani paola.dani@hotmail.it
Ho letto Caos Calmo in un fiato e ho già voglia di rileggerlo. Mi ha chiarito che anch'io come il protagonista ho delle emozioni contrarie alla normalità e mi ha tranquillizzata. Mi ha fatto piangere, ridere, emozionare ed ancor di più mi fa riflettere ogni giorno su quel che faccio e vedo ed osservo su di me e sugli altri. E soprattutto ha dato un taglio all'ipocrisia latente dentro di noi. Bravo Sandro, finalmente un libro vero. Paola
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2007-08-31
O si ama o si odia! Finale non di altissimo livello, ma lettura sicuramente consigliata.
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2007-08-26
Si legge molto fluidamente ma la storia è irreale e non si capisce il messaggio che l'autore vuol dare. E' disorientante per chi fa fatica ad arrivare a fine mese col proprio sipendio.
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2007-08-17
Ero convinto d'aver fatto un ottimo acquisto: ha vinto lo Strega, e' in edizione economica, tutto sommato sono più i pareri positivi che quelli negativi... Salvo qualche rara intuizione l'ho trovato poco razionale, inverosimile e pretestuoso. Un parto plurimo quadriennale che non aveva alcuna ragion d'essere.
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2007-08-01
Ho finito questo libro a forza perche mi ha annoiato da morire!!! Non capisco come abbia avuto il premio strega. Secondo me è prolisso. Non lo consiglio a nessuno
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2007-07-21 Sabrina joanbaez-2006@hotmail.it
Caos calmo visto così... Sto scrivendo mentre ascolto i Radiohead, gruppo a me sconosciuto fino a quando non ho iniziato a leggere il capolavoro del 2006, ovvero "Caos calmo". Leggendo questo libro che mi ha turbato e mi è piaciuto al tempo stesso, ho percepito che il caos calmo è dentro ognuno di noi; li, silenzioso e latente. E mi sono chiesta: 'cosa succederebbe se il "caos calmo" perdesse il suo stato di latenza e diventasse virulento fino a plasmare "l'es" mediatore di impulsi del nostro inconscio, così come uno scultore plasma la creta o un guru plasma il phrana?' Forse succederebbe che ogni uomo per un giorno, un istante o per sempre potrebbe sentirsi libero di esternare le proprie sensazioni, i propri pensieri, i propri istinti. O forse non succederebbe nulla, ogni uomo resterebbe lì, esterrefatto, a contemplare il proprio "caos calmo" che alberga da sempre in lui, ma del quale solo ora prende coscienza. Questo libro introspettivo, grazie alla mano ed alla mente dell'autore, insegna, o meglio, aiuta coloro ai quali piace osservare la natura umana, a capire da che angolazione la si sta guardando. Un libro per pochi e non per tutti direi! Un libro da leggere per chi per chi ha voglia di guardarsi dentro e l'umiltà di non giudicare nessuno. Un libro da non leggere per chi pensa di aver capito tutto, quindi di non avere più niente da imparare!
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2007-07-11
Devo dire che ho aperto ''Caos calmo'' mollemente adagiato su un lettino, al mare, desideroso di immergermi in un libro che comunque è stato un successo editoriale... non mi è piaciuto. Un libro senza senso, del solito riccone straricco che può permettersi di chiudersi in una macchina e fregarsene del mondo intero, non di un operaio o di un onesto lavoratore che deve mettere assieme il pranzo con la cena. Certo, Sua Maestà l'Addolorato è in una Mercedes coi sedili di pelle, con il fax d'auto e che può permettersi di giocare ad ingannare il satellitare, e ben presto la sua auto diventa il confessionale (mi ricorda troppo il Grande Fratello...)di tante persone, ivi compreso l'imprenditore stramiliardario... con un finale decisamente cretino, con questa figlia che lo riporta nella vita reale. Ma per carità, avevo conosciuto lo ''Strega'' come un premio di grande valore, ma devo dire che quest'anno mi ha deluso. E poi vengo a sapere che ne vogliono ricavare un film con Nanni Moretti nella parte del protagonista... oddio, forse può essere proprio lui, con il suo spaventoso egocentrismo, con quel senso di autocelebrazione che tanto traspariva dal ''Caimano'', ideale per interpretare un personaggio sostanzialmente autocelebrativo. Per quanto riguarda le scene a luci rosse? Ho letto di peggio, nel senso non della crudezza, ma se l'inizio, quel salvataggio in erezione era comunque interessante, un misto di eros e thanatos, questo ossimoro salvataggio-vita-erezione//affondamento-morte, la scena della sodomizzazione è assolutamente fine a se stessa. E poi si viene a leggere che ci ha messo quattro anni a scrivere questo romanzo, coinvolgendo un monte di persone... poteva fare meglio, molto meglio!
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2007-06-27
Siamo nel terzo millennio e ancora qualcuno si scandalizza se in un paio di capitoli ci sono scene a luci rosse! Allora chiamiamo il Papa o il Cardinale Ruini e facciamolo torgliere dal mercato! A parte tutto il libro anche se non ha una vera e propria trama è scorrevole, interessante e toccante e si fa presto ad affezionarsi ai vari personaggi. Poi ci sono alcune chicche geniali come i vari elenchi che Pietro Paladini fa sulla sua agenda oppure la caccola di Steiner, solo per citarne un paio. Per non parlare del linguaggio nevrotico e volgare che spesso usa nelle sue lunghe (forse troppo) riflessioni personali. Non ho capito bene il messaggio che l'autore vuole trasmettere ai lettori, forse non è molto chiaro ma più che altro tutto avrebbe un senso diverso se l'autore avesse vissuto in prima persona una tragedia del genere (cosa di cui non sono informato), in questo modo potrebbe trasmettere in prima persona le sensazioni che si provano, anche se credo sia impossibile. Per il resto è stata una lettura piacevole e a tratti comica e divertente. Consigliato!
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2007-06-19 inmediostatvirtus inmediostatvirtus2@libero.it
Se Moravia scrivesse oggi ''Gli indifferenti'' o ''La Noia'' probabilmente li scriverebbe così. L'inconcludente borghesia dei primi del novecento lascia posto alle contraddizioni e alle incongruenze dell'alta società dei giorni nostri, con un linguaggio garbato, perfettamente incline alla ''calma di quel caos'', a tratti ironico, scurrile solo se necessario, poco spumeggiante ma sempre delizioso. Chi ha apprezzato ''La forza del passato'' non perda questo libro.
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2007-06-17 sefora@libero.it
Ho finito di leggerlo qualche minuto fa...e mi ha già lasciato un gran vuoto. Pochissimi libri mi hanno presa così..o forse nessuno. Toccante ed intenso.
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2007-06-07 Vito vito409@interfree.it
Mi sembra il frutto post trauma di un logorroico pensiero fatto a voce alta. Singolare. Efficace. Stordente a tratti.
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2007-06-01
Mi mancherà comunque Pietro Paladini - mi ha tenuto compagnia per una settimanella e mi ero affezionata a lui e alla sua bambina. Un buon libro da consigliare, non un capolavoro, e se uno se lo perde non cambia niente, perciò né 5 né 4 stelle. Scorre bene il linguaggio moderno - forse un po' troppo lunga la famosa e-mail dell'amico della defunta. Ne faranno un film - ma perché Nanni Moretti (con tutto il rispetto per lui e la sua genialità) nei panni di Pietro? Non ci starebbe meglio Alessandro Gassmann? Mi sembra meglio per l'amplesso del capitolo 32 ...
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2007-05-31
Un libro scritto bene, scorrevole, con uno stile particolare...ma la trama? Dov'è?Parla di un personaggio privo di qualsiasi riferimento valoriale, non avevo mai letto un romanzo così brutto! Non voglio dire che dobbiamo tornare all'epoca delle censure, ma per questo libro ci voleva proprio! E' osceno in due capitoli in particolare, e non sto a dire quali...penso che l'umanità sta percorrendo la strada sbagliata se a questo romanzo hanno dato il premio strega!!! E poi...ma avete mai provato il dolore vero, quello per una persona che muore e che avevate amato?Non ci sono parole per descrivere il vuoto di questo romanzo...
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2007-05-25
CHI NON HA VISSUTO UN DOLORE COSI' FORTE DA SPACCARE IL CUORE PUO' PENSARE CHE QUESTO LIBRO SIA STRANO, E ALLO STESSO MODO CHI L'HA VISSUTO SI CHIDEDE COME L'AUTORE ABBIA COLTO COSI' BENE LE SFACETTATURE DELLA VITA CHE CAMBIA DOPO UN LUTTO DISPERATO.
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2007-04-29 LUIGI LIVERINO doppia.elle@tin.it
Trama avvincente: ti sembra di stare proprio lì, seduto su quella panchina a osservare le ombre e a romperti con le storie maledette degli altri. La scrittura è davvero particolare, quasi unica nel suo genere. Un buon libro, non c'è dubbio.
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2007-03-27 Giulio giuliocamby80@yahoo.it
Lasciate perdere le gocce per dormire... Bastano quattro o cinque righe dopo i pasti per cadere in un sonno profondo e ristoratore! Consigliato a chi soffre di insonnia.
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2007-03-03 Maristella violetta54@libero.it
Certamente un libro molto originale,una scrittura fluida ed incalzante,un "ruotare" di eventi esterni intorno al fulcro di un personaggio che, come voce narrante, ci fa partecipi dei suoi più intimi e a volte "folli" pensieri, ad innescare i quali una rosa di cooprotagonisti minori, ma non per questo meno importanti, interviene a completamento della psicologia del parlante delineandosi in forma inequivocabile. E' un libro sul dolore esistenziale, quello sordo ed implacabile che non si percepisce esteriormente. Un dolore che se non manifestato secondo i canoni attesi, sorprende e meraviglia e viene avvertito come un contenitore capace di accogliere altri dolori, altre amarezze, altre afflizioni che con un desiderio catartico si pensa gli possano essere agevolmente affidate. E' un libro su chi decide di fermarsi ad aspettare la trasformazione, se mai avverrà, di quel "caos calmo" che esprime la sua esistenza, ma che non deflagra mai , lasciando una superficie apparentemente piatta e livellata, laddove, ci si aspetterebbe di trovare uno smisurato dislivello. Sicuramente, l'autore, conosce in profondità l'animo umano in tutte le sue sfaccettature, per questo la storia incanta e ci attira in una somma di sentimenti che vanno dal riso al pianto,dalla tenerezza alla commozione, dall'ironia alla consapevolezza finale. E' il libro, di chi si ferma ad "intendere" l'altro, con estrema apertura e condiscendenza e dall'altro, dal diverso da se', impara, trae spunti, si evolve pian pianino, senza fretta, senza frenesia. Ed ecco che il libro diventa un momento importante di riflessione personale, che invita all'autoascolto interiore, lasciando una traccia meditativa molto profonda .
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2007-02-22
Ho comprato questo libro dopo averlo casualmente aperto a Blockbuster e rimasta piacevolmente colpita dallo stile narrativo.Consiglio questo libro a chiunque voglia leggere qualcosa di ben scritto, originale, profondo e allo stesso tempo divertente . Bellissimo, veramente.
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2007-02-22
Questo libro e' semplicemente sorprendente. Non capisco come alcuni lettori lo trovino ''difficile da comprendere o noioso'', mi chiedo se l'abbiano mai letto dopotutto... non riesco a contare le volte in cui mi sono trovata ad annuire, sorridere, pensare e ridere mentre leggevo questo capolavoro. Il linguaggio narrativo, cosi' spontaneo, fresco,scorrevole e allo stesso tempo forte, diretto unito ad una sottile saggezza e senso dell'umorismo, rendono questo libro indimendicabile. Mi e' dispiaciuto enormemente abbandonare Pietro Paladini... diventato parte della mia normal , calma quotidianita'.:) CONSIGLIATO !
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2007-02-07
non sapevo nulla su questo libro...è stato un regalo....ho iniziato a leggerlo 2 giorni fa e se non dovessi lavorare non me ne staccherei più. Il tutto ruota su un solo posto (i giardini di fronte la scuola) eppure non è mai monotono, l'attenzione non scende quasi mai. Avrei evitato quella lunghissima e- mail...ma ci può stare. Non vedo l'ira di arrivare a leggere il finale...sperando non mi deluda.
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2007-01-15 charlottebuff@hotmail.it
un racconto grave ma leggero, veramente bello... complimenti all'autore per non essere caduto nella retorica che, dato lo spunto dal quale parte il libro, sarebbe stata la cosa più facile del mondo. mi ha commossa perchè racconta quelle verità che, almeno a noi stessi, non possiamo nascondere, e le rende pubbliche. e, soprattutto, non si ha mai la sensazione di leggere sentenze di giudici che pesano sulle nostre teste...
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2007-01-04
Davvero bellissimo perchè l'autore ha saputo spiegare così semplicemente un complicato spettro di emozioni attraverso questo racconto di perdita, di ritrovamento e infine di crescita interiore. Fantastico il protagonista che trova l'uomo di se stesso con l'aiuto dei bambini. Lara.
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2006-12-19 daniela cipciop_@hotmail.com
....e meno male che non sono l'unica ad affermare che questo libro..è brutto..noioso...che non ha nulla da dire...non mi spiego come hanno potuto dare un premio del genere..forse lo strega la commissione se lo è bevuto...prima di assegnare il premio..pensavo che dopo aver letto il libro di luciano ligabue..''la neve se ne frega''..non potessi leggere qualcosa di più brutto..e invece... dany
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2006-11-27 lettore a tempo perso cyranoecristiano@hotmail.com
Mi spiegate come qualcuno può arrivare a dire che questo è un libro difficile da capire?difficile da leggere?E Roth (philip) cos'è??Ostrogoto??ma dai...la storia è bella, intensa, passionale, varia, accattivante, per uno come me che odia Milano e i fighetti veramente esilarante. Mi è stato regalato con una dedica ''Paladini sei tu...'' forse per questo leggerlo è stato così semplice per me.Lo consiglio.A questo punto a gente con q.i. abbastanza alto.
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2006-11-21
Caos calmo mi ha catturato sin dalle prime pagine. Man mano che lo leggevo invidiavo all'autore la capacità di osservare l'aspetto umano più recondito delle persone e di saperlo descrivere.Di trasformare gli atti quotidiani più banali in qualcosa di sensazionale,di sdrammatizzare con ironia e a volte cinismo la pesantezza della vita.E' un libro che ti insegna ad osservare, a fermarti di più sulle cose, a non tralasciare nulla anche se ti sembra scontato.Un'altra cosa che ho invidiato all'autore è stata quella di aver provocato nei suoi lettori l'entusiasmo più puro o il rigetto.Caos calmo, o lo si ama o lo si odia e cosa c'è di più interessante di riuscire a toccare tutti e due gli estremi!
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2006-11-07
E' imbarazzante la difformità del giudizio dei lettori, ma è anche molto semplice da spiegare, non è un libro per tutti, bisogna avere un certa dose di ironia, di sensibilità, di sarcasmo, di voglia di capire le cose che ci circondano per apprezzare questo libro. Perchè qualcuno qui in questo forum ha scritto: ''Cosa ho letto?cosa mi ha lasciato?Nulla''. E a me sembra impossibile, perchè c'è tutto: L'amore, la sofferenza, l'amicizia,presunta e tale,la famiglia,quale unico punto possibile di arrivo e di partenza;sembra che la vita pulsi in questo libro in risposta al lutto dal quale è stato generato. E poi ci sono pochi autori capaci di 'leggere' le persone come fa Veronesi, e ancor meno quelli che ce le sanno raccontare al punto di render le persone stesse le vere protagoniste del racconto.E poi il gioco che sembra divertirlo e che torna costantemente, quello di gettare nel mezzo del racconto degli interrogativi che sembrano essere lasciati irrisolti e che invece trovano risposta quando ormai sei certo che la tua curiosità non sarà mai esaudità. Personalmente non riesco proprio a trovare difetti a questo libro, forse l'unico possibile è che per un attimo mentre lo leggevo ho pensato che ''ora, dovrebbe finire ora..'',ma poi mi sono ricordato di quanto ne fossi stato coinvolto da non essere affatto dispiaciuto che la fine era un pò più in là.
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2006-10-31 elisa elisa0381@libero.it
Un libro in cui si respira tutta la realtà dei sentimenti nel momento della vita di un uomo in cui tutto dovrebbe cambiare ed invece rimane sospeso senza sapere cosa aspettare. Mi è piaciuto molto e lo consiglio tanto
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2006-10-17
ho acquistato il libro per il tema trattato, in quanto ho appena perso un fratello ed avevo bisogno di elaborare il lutto in qualche modo. Mi sono rispecchiata in molti punti del romanzo ed ho trovato frequenti analogie con il mio vissuto. E' stato per me come andare dallo psicoanalista e dalla mia disperazione sono passata ad un ''caos calmo'' dal quale posso finalmente guardare al futuro. Questo libro mi ha veramente aiutato a metabolizzare le mie sensazioni ed ora sono più serena con me stessa. Grazie
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2006-10-09 Bracardirum autobotte03@yahoo.it
Normalmente mi guardo bene dal seguire le grancasse mediatiche (l'ultima fregatura l'ho beccata col 'fenomeno' Piperno), ma questa volta si trattava del vivace tamburello della Dandini e poi mi era parsa genuina la timidezza dell'autore, che sembrava visibilmente vergognarsi di stare lì in tivvù ad autopromuoversi, quasi non vedesse l'ora di scappare. Rispondeva alle complici ed esperte imbeccate della Dandini più con bei sorrisi impacciati che con parole. Toh, ecco una persona sensibile e intelligente, mi sono detto, vediamo un po' se è proprio vero. Così ho ordinato il suo romanzo alla mia fedele libreria on line (non risiedo in Italia), e debbo dire che quando mi è arrivato sono rimasto un po' sconcertato dalla sua mole, perché chissà perché mi aspettavo qualcosa di più agile, di più rapido. Timore infondato, perché Veronesi scrive molto bene (è la cosa più semplice e più giusta da dire) e le 450 pagine scorrono che è un piacere, e insieme un sollievo, dal momento che in cotanto tomo sarebbe lecito aspettarsi un principio di sbadiglio ad ogni girare di pagina oltre diciamo la trecentesima. Invece, malgrado si tratti in fondo anche qui di un romanzo psicologico (ahiahiahi Piperno! mi stavi inducendo un ripudio di genere!), qui tutti i personaggi sono ben vivi e vegeti, e la loro psicologia ogni lettore se la può dedurre secondo propri gusti e capacità dallo scoppiettante e fluido evolversi degli episodi che prima o poi li riguardano, ma che hanno anche il merito di susseguirsi ordinatamente: e questa è stata per me un'altra gradevolissima sorpresa, di fronte all'arrampante quanto irritante e stupida moda di moderno laboratorio stile best seller, cioè quella di tagliare in più punti le varie vene narrative allo scopo di creare false suspence di paranoia, per poi riannodarle e di nuovo tagliarle alla rinfusa, finché è il lettore che rischia di morire dissanguato... Per me l'unico difetto del romanzo è un certo uso ridondante delle parolacce, che però sicuramente vogliono richiamare la distratta coprolalia corrente tra i vip, e infatti va a finire che anche esse scorrono naturalmente nel contesto, vivacizzando la narrazione senza mai involgarirla gratuitamente; semmai più grave è un eccesso di maschilismo e di 'paraculaggine' narrativa nella troppo arrapante e dettagliata descrizione di un certo amplesso, tanto da suggerire solide e ahinoi compiaciute corrispondenze autobiografiche. Trattandosi infine di un'opera di fantasia, potrebbe invece anche passare la improbabile testardaggine del protagonista che fa da spunto alla costruzione dell'intera scenografia.
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2006-09-27 Passionflower freetofly@lifegate.it
Appena finito di leggere Caos Calmo, con ancora la nostalgia nel cuore per aver realizzato che non avrò più notizie di Pietro Paladini, mi sono informata su internet a proposito di questo romanzo. Penso che sarebbe un gran film , se trasposto con la stessa ironia e franchezza mai maliziosa. Vengo a sapere che un film lo faranno! fANTASTICO!!!! MA!!!! Ma è Nanni Moretti a recitare la parte di Pietro! Ora, Com' è possibile, caro Sandro, che tu permetta questo? Nanni Moretti E' SOLO E SEMPRE SARA' L'INSOSTITUIBILE NANNI MORETTI, in tutta la sua bravura, eccezionalità ed autoironia, ma è la SUA autoironia, non la tua. Inoltre ci vuole un 40enne, non un 50enne.... Immagino il tuo imbarazzo, nel poter pensare di rifiutare un' offerta simile da parte dell'italianISSIMO Moretti, ma Pietro non è italiano. Pietro è un uomo libero da se' stesso, è un uomo europeo, anzi non ha proprio confini, è un uomo che come te proviene dalla filosofia che abbatte i clichè e avanza con coraggio verso un' emancipazione dello spirito attraverso la piena consapevolezza ed accettazione della propria umanità. Pietro è sexy, e, scusami Nanni, tettussei simpatico, ma non sei sexy. Spero che qualcuno... scrittore, produttore, regista di questo film cambi idea e sia franco quanto Pietro sa esserlo nelle sue relazioni. Ci vuole uno sforzo, ma ne vale davvero la pena. No a Nanni Moretti nei panni di Pietro Paladini.
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2006-09-19 Alessandra corelli_gg-bolibri@yahoo.it
Non è un libro ''brutto''. La scrittura è scorrevole e non si corre il pericolo di annoiarsi con quell'umanità varia che popola il romanzo. Eppure...eppure manca qualcosa. La ''necessità'', a mio avviso. Quel che in silenzio suscita delle reazioni, rende partecipi e...strega; in mancanza della quale tutto ha un aspetto costruito, freddamente innocuo.
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2006-09-13 Luna jam81_a@libero.it
..Premetto che il libro è ben scitto, però, se devo essere sincera, le prime pagine mi avevano un po' illuso circa i risvolti che la storia avrebbe preso...Pensavo che fosse un libro geniale (ebbene sì, mi sono fatta influenzare dalle critiche!) e invece mi ha un po' deluso in alcuni punti..soprattutto nel finale lasciato un po' a sè stesso (ma del resto quando ci si aspetta tanto poi inevitabilmente non si rimane soddisfatti..)Nelle ultime pagine poi il caos..cosa avrebbe detto a Lara nella telefonata immaginaria??il tema del ''DOLORE'' del protagonista è stato solo sfiorato..quando ne prende finalmente coscienza il libro finisce senza approfondire niente...Qualcuno più illuminato mi può gentilmente spiegare o darmi la sua opinione???Grazie!
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2006-09-07
Non lo definirei un libro ''brutto''. La scrittura è scorrevole, l'ho finito in 3 giorni e la lettura non è stata sgradevole. Solo che... a mio avviso, manca di ''necessità''. Un romanzo costruito, freddo, tutto sommato inutile, ma innocuo, se non fosse per i 17,50 euro spesi.
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2006-09-07
Alla fine del libro ci sono gli immancabili ringraziamenti dello scrittore rivolti a chi ha creduto in lui.Sono molti, forse troppi. Io mi domando, ma in mezzo a tutta questa gente, possibile che non ci sia stato uno che abbia avuto l'onestà intellettuale di dirgli che era il festival della banalità e del luogo comune dell'ormai obsoleta crisi esistenziale dell'uomo contemporaneo. Ora direte che non ho capito niente perché il libro ha vinto lo 'Strega'. Mistero della fede. Infatti, non riesco a capacitarmi pensando soprattutto agli ultimi due premi Strega: 'Il dolore perfetto' di Ugo Riccarelli un vero capolavoro e 'Il viaggiatore notturno' di Maurizio Maggiani. Ma a volte sappiamo come sono pilotati certi concorsi... Ma la ciliegina finale l'ho appresa qualche giorno fa quando ho letto che il 'maramaldeggiante' produttore cinematografico Domenico Procacci ha dato notizia che del su detto libro verrà fatta una versione cinematografica con protagonista il monoespressivo e monocorde Nanni Moretti. La fiera delle assurdità è servita.
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2006-09-06 Caterina davina70@virgilio.it
Una storia coinvolgente, vivace nonostante la staticita' della trama, profonda e ironica, con aneddoti a volte esilaranti. Avrei solo voluto saperne di piu'. Mi manchera' la compagnia di Pietro Paladini.
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2006-08-25 Francesca fl1203@yahoo.com
Irritante questo libro! La trama è banale, anche se l'autore tenta di articolarla con inserti (trucchetti?) inutili, non funzionali alla storia. (Esemplare l'e-mail dell'amico scrittore della moglie del protagonista o l'invito a pranzo del condomino poco prima del trasloco; a che servivano?). Ho l'impressione che 200 pagine buone di questo libro si potrebbero tagliare senza che la storia ne risenta granchè. Anche perchè, sinceramente, 450 pagine (in 4 anni e mezzo!) per dire ''ormai sei un adulto, prenditi le tue responsabilità'', mi sembra un po' eccessivo.
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2006-08-24 Tommy rex972@libero.it
sarà pure premio strega, ma questa mattonata non ce l'ho fatta proprio a leggerla. Molto pesante, dispersivo e poco scorrevole.
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2006-08-21 Alberto Melica alberto@melica.it
Ho letto il libro in due giorni è trovo eccellente la tecnica di scrittura e la dinamica del linguaggio. La storia scorre con fluidità e interesse crescente tranne pochi e sopportabili passaggi (poche pagine su 440). Un bravo scrittore italiano, un ottimo libro che come dice l'autore aiuta ad andare avanti nonostante tutto e nonostante tutti.
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2006-08-09 SimonSmiles simonsmiles@virgilio.it
E' il primo libro di Veronesi che leggo e non sarà sicuramente l'ultimo...450 pagine lette in tre giorni e alla fine il dispiacere di non poter continuare a condividere del tempo col protagonista di questo romanzo ''perfetto''. Secondo la mia modesta opinione, bisogna essere davvero bravi per scrivere in questa maniera su di un tema così difficile, non cade mai in luoghi comuni e le riflessioni che ti porta a compiere sono profonde e toccanti. Inoltre, c'è una notevole dose d'ironia e di situazioni divertenti che mi portono a dire: ''Che fate? Non avete ancora iniziato a Leggerlo?''
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2006-08-03
In certi tratti è lento con personaggi stereotipati. Non mi ha convinto. O probabilmente non l'ho capito. Chi mi spiega il finale? Cosa direbbe a Lara se gliela passassero davvero?
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2006-08-02
avevo cominciato a leggere questo libro con curiosità, arrivata a pagina 155 mi sono resa conto di aver letto una bestemmia! Non riesco a crederci, ho provato una sensazione orrenda.
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2006-07-20
Mi è stato regalato con la dedica ''libro ad personam'': non potevo non leggerlo. Che noia. E' stato impegnativo arrivare alla fine troppo lento e inconcludente. Dopo la lettura una domanda: che cosa mi ha lasciato questo libro? Risposta: NULLA.
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2006-07-05
Ho letto questo libro con fatica e distrazione; la storia è lenta, i personaggi statici, i sentimenti fragili. Mi aspettavo sicuramente di più e meglio. Non lo consiglio, ma soprattutto non lo reputo all'altezza di un concorso quale il Premio Strega.
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2006-07-04
da gustare come una striscia quotidiana...da riprendere e rileggere continuamente...
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2006-06-26 michela solealto@gmail.com
Ho comprato questo libro dopo avere letto una buona recensione su un settimanale. La trama mi sembrava interessante. Il libro invece si e' rivelato veramente noioso, con il suo protagonista completamente involuto in se stesso e la trama totalmente inverosimile. Esperienza insoddisfacente.
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2006-04-05
Un libro da leggere con molta attenzione, per niente leggero.
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2006-01-22
Avevo visto Veronesi da Serena Dandini su Rai3 e anche se lui mi aveva piacevolmente colpito la descrizione del libro mi aveva spaventato perchè mi sembrava una ''mattonata''.Un giorno alla radio ho sentito Luciana Littizzetto che parlando seriamente consigliava questo libro.Siccome lei non mi sembra una persona che legge mattonate mi sono deciso a comprare il libro.L'ho letto in 3 giorni ed è veramente bello
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2006-01-03
l'ho letto in due giorni. il libro è abbastanza avvincente e lo stile molto discorsivo, un ''romanzo'' assai moderno , oserei definirlo....ricco di particolari ma , a volte, troppo crudo e prolisso.
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2005-12-11
Caos calmo è un libro che mi ha lasciato senza fiato. non avrei mai immaginato di poter esserne risucchiata in questo modo.eppure mi sono resa conto che questo libro,è la coincidenza con me,ora e in questo momento. Mi sembra voglia descrivere il completo stupore che si percepisce osservando la vita e le sue impensabili acrobazie. Mi è piaciuto lo stile,sempre così leggero ma mai superficiale;un liguaggio contemporaneo ma non per questo stereotipato;ricco di un'ironia intelligente e sorridente,persino nei contesti a volte un po' difficili.E credo che questo sia stato possibile perché i personaggi di questo romanzo sono esilaranti,tutti.ognuno di loro con una particolarità,una bizzarria,anche un semplice gesto che li contraddistingue e li connota.Sembra quasi di poter immaginare i loro timbri di voce. Inoltre definirei coraggiosa la scelta di Veronesi di far partire un'intera storia da un soggetto apparentemente così chiaro quale il lutto,decidere di collocare l'evento in questione praticamente all'inizio del libro e soprattutto di riuscire a tenere alto il livello di interesse per il seguito della storia. Qui la vera trama è celata dietro la sensibilità del protagonista che solo alla fine riesce a capire veramente come soffrire. Adoro i Radiohead,e questa è un' altra ragione(forse poco obiettiva lo ammetto)per confermare tutto il mio entusiasmo per questo libro.Sembra che qui le canzoni del gruppo siano efficaci e funzionali,non suonano assolutamente fuori posto. Mi sono commossa veramente,vorrei che esistesse sul serio un Pietro Paladini così.C'è? La consapevolezza struggente che il dolore può essere silenzioso ma non per questo meno forte mi ha...disegnato un sorriso un po' amareggiato sul viso ma per lo meno alla fine ho chiuso il libro serena. grazie mille. (non metto il massimo solo perché non ho letto altro di Veronesi.così.punto.). Ester.
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