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Nei due secoli di raffinato collezionismo di antichità e opere moderne, espressione di potere e levatura intellettuale, i Gonzaga alimentano la creazione nel Palazzo Ducale di Mantova di uno straordinario 'cabinet des merveilles', dove confluiscono cammei e intagli, pregiate opere di oreficeria, oggetti in pietre dure, vetri e curiosità esotiche. Come altre casate italiane, i Medici a Firenze, gli Este a Ferrara e gli Sforza a Milano, i signori di Mantova sviluppano fin dalla seconda metà del XV secolo una particolare predilezione per la glittica. L'artefice di un consistente incremento delle collezioni mantovane, e creatrice del celebre Studiolo al secondo piano del Castello di San Giorgio, è la marchesa Isabella d'Este (1474-1539). A lei si deve l'acquisizione di opere prestigiose, come l'inestimabile "Cammeo Gonzaga" del III secolo a.C. raffigurante una coppia di regnanti. Fulcro dell'eccellente raccolta dei duchi di Mantova, oggetto che ammalia gli artisti della corte, da Giulio Romano a Peter Paul Rubens, nel 1603 il "Cammeo" viene donato dal duca Vincenzo I Gonzaga (1562-1612) a Rodolfo II di Praga. Inizia così la suggestiva vicenda dei suoi numerosi passaggi collezionistici, in un viaggio attraverso l'Europa fino alla Russia. La mostra celebra il ritorno a Mantova, dopo quasi quattrocento anni, di questa straordinaria opera d'arte, esposta a Palazzo Te accanto a dipinti, sculture, vetri e monili, e ne racconta la fortuna artistica e storica.

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