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Fra il 1994 e il 1995 Giorgio Bettinelli inizia il suo viaggio dall'Alaska alla Terra del Fuoco e fra il 1995 e il 1996 percorre in Vespa i 52.000 chilometri che separano Melbourne da Città del Capo. Il resoconto di questi due grandi percorsi trova un breve ma efficacissimo momento narrativo nella parte iniziale del libro. Dopo le mille vicende e gli incontri della prima tappa, Bettinelli si avventura in un viaggio durato oltre tre anni che dal Cile lo porta alla Tasmania, attraverso Americhe, Siberia, Europa e Africa. L'avventura continua, ma il racconto per ora si ferma qui, segnato da un grave episodio che conferisce una nota di alta drammaticità a una voce solitamente scanzonata. In questo suo nuovo itinerario, Bettinelli ripropone se stesso, come lo abbiamo conosciuto nel libro "In Vespa": viaggiatore acuto e ironico, dotato di grande spirito di adattamento, di un'inesauribile curiosità, di uno sguardo attento e disincantato, ma capace di lasciarsi stupire.
08/11/2008
Bettinelli ha reso non solo straordinaria la sua vita, ma si è guadagnato per sempre un pezzo di eternità. E credo che la parola esatta che accompagna i suo viaggi non sia né avventura né libertà, ma semplicemente umanità. Grazie, Giorgio. Anzi... come avresti fatto tu: Yeaaah!!!
27/04/2006
Giuliano - julien72@libero.it
Dopo aver letto ''In Vespa'' non ho potuto far a meno di acquistare il secondo volume di Giorgio Bettinelli, per continuare a viaggiare... ed a sognare. Giorgio è molto bravo a rendere partecipe il lettore di quelle mille emozioni, immagini, sensazioni che possono scaturire dallo sguardo vissuto e sofferente di un bambino incontrato in un remoto villaggio nel sud del mondo. O nel raccontarci la disillusione nei confronti della vita di una mamma incontrata in Siberia a cui è stata strappata via la figlia. Condivido pienamente la scelta di porre in secondo piano la parte europea e nordamericana del viaggio. Molto più interessanti in termini di umanità sono i paesi del sud del mondo, poveri e pieni di ingiustizie, ma dove uno sguardo è ancora capace di comunicare sentimenti. Buona lettura ma soprattutto... buon viaggio!!
26/05/2005
ho preferito ''IN VESPA'', più sincero, divertente e ingenuo. Questo, pur essendo a tratti veramente interessante, ricade nella serie dei libri di viaggio ''sono stato qui... ho preso per di là, poi sono andato a...''. Ovviamente 150.000 km in vespa non sono uno scherzo e credo che la maggior parte del tempo sia troppo noiosa per essere raccontata. Sono d'accordo che l'Africa e la Siberia siano più interessanti dal punto di vista di uno in vespa degli U.S.A. e dell'Europa. Però i primi 2 viaggi, dall'Alaska alla terra del Fuoco e dall'Australia al Sudafrica, nonchè i due tratti in Europa e U.S.A. sono sbrigati in così poche pagine che sembrano troppo penalizzati. A volte sembra un libro scritto per forza, perchè l'autore doveva per contratto. In ogni caso rimane un grande libro di viaggio.
15/03/2005
questo e'uno dei migliori libri di viaggio che ho letto da sempre..un po'scettico di fronte al titolo,ma con la sicurezza che dopo'in vespa da roma a saigon'sapessi come era scritto l'ho letto tutto d'un fiato invidiando le gesta del mitico giorgio in giro per tutto il mondo tra mille persone conosciute in altrettanti diversi paesi ma con l'india e l'oriente sempre un pochino piu'nel cuore di tutti gli altri posti.penso che tra un giro del mondo in barca a vela e un giro sulla luna ci sia l'odissea dell'autore:il giro del mondo attraverso i cinque continenti su una vespa...mica male no?
