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E' il 1812. Lasciata l'isola della Desolazione a bordo della 'Leopard', Jack Aubrey e Stephen Maturin giungono finalmente nella baia di Pulo Batang in Malesia. Nel porto ad attenderli c'è 'La Flèche', una nave britannica diretta in Inghilterra, dove Aubrey è atteso per un nuovo comando e Maturin per riprendere la consueta attività di agente segreto. Ma mentre stanno già assaporando l'atmosfera di casa, i due amici sono costretti ancora una volta a misurarsi con una serie di spiacevoli imprevisti: il naufragio tra le fiamme della 'Flèche'; il salvataggio di fortuna su una fregata inglese, la 'Java', e infine la cattura da parte della 'Constitution', un'unità della Marina degli Stati Uniti, da poco in guerra con la Royal Navy. Aubrey e Maturin, divenuti loro stessi bottino di guerra, vengono trasferiti a Boston dove Jack, malato di polmonite, viene ricoverato in una clinica e Stephen ritrova inaspettatamente due vecchie conoscenze, una delle quali gli riaprirà una dolorosa ferita del passato...
30/10/2002
Tsoonami - tsoonami@iol.it
La trama alla quale eravamo abituati, questa volte si svolge tutta a terra. Pochi tiri di cannone, e quasi tutti da 24 (navi americane). Jack e la Royal Navy sembrano appannati in un momento sfortunato. Se volete leggere di navigazioni e mare, potete saltare questo episodio. Una piccola battaglia alla fine del racconto rende giustizia al genere.
28/06/2001
<br>Libro piacevole e abbastanza avvincente: sicuramente più di altri libri di O'Brian, che alle volte soffrono di cadute di ritmo (l'ho scritto anche parlando di "Primo Comando", comunque uno dei suoi titoli migliori). La solita avventura marinara, con qualche battagliuola qua e là, è minima nella storia; qui piuttosto c'è un intreccio da triller giallo di fatti e personaggi: notevole che per la prima volta, sia il marinaio Aubrey che "tolga le castagne dal fuoco" all'agente Maturin, oggetto di tentativi d'uccisione da parte di spie francesi. Come sempre, comunque, O'Brian è maestro nel portare il lettore in un ambiente così particolare, tratteggiandone magnificamente le tinte e gli umori del tempo. Un'altra curiosità, rispetto ad altri suoi titoli: i protagonisti Aubrey e Maturin sono messi completamente sullo stesso piano, il lettore non "parteggia" nè per l'uno nè per l'altro. Ancora un'altra cursiosità: Aubrey non comanda alcuna nave, per tutto il libro, ma passa da una all'altra. Sicuramente quindi un buon titolo, da non perdere per gli appassionati come me!

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