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-15% Bolidi. Quando gli italiani incontrarono le prime automobili Giorgio Boatti 978880455866
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Bolidi. Quando gli italiani incontrarono le prime automobili


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I contenuti

In un mondo che non ha ancora finito di assimilare la 'sconvolgente' velocità della locomotiva, l'impatto delle prime automobili costituisce una vera e propria rivoluzione che, subordinando gli spazi urbani e i tempi della comunità al nuovo mezzo di trasporto, scompiglia radicate consuetudini e impone un drastico adattamento del vivere quotidiano. Tra la fine dell'Ottocento e lo scoppio della Grande guerra si apre una nuova epoca, da quel momento nulla rimarrà uguale. Le prime vetture in circolazione suscitano mode, ispirano club esclusivi, ribadiscono gerarchie sociali, ma soprattutto rappresentano un importante fattore per l''unificazione' del Paese: bisogna infatti costruire strade, pensare a una segnaletica universalmente condivisa, decidere un comune senso di marcia, visto che in alcune città si viaggia a destra e in altre si procede in senso opposto. In questo, un ruolo fondamentale avrà il Touring Club, che si farà promotore di una serie di iniziative come l'apertura di distributori di benzina e autorimesse anche nelle località più remote o la redazione di dettagliate piante stradali. Giorgio Boatti racconta in queste pagine un'Italia che in un breve arco di tempo compie un'incredibile trasformazione. Le auto allontanano dalle vie i giochi dei ragazzi, sostituiscono nelle piazze i mercati, mentre la strada cessa di essere un 'luogo di ritrovo, di convegno e di passeggio' per diventare 'mezzo di transito, massa in movimento'. Le deboli resistenze vengono travolte dalla generale euforia suscitata dai grandi raduni automobilistici, dalle prime gare e dalle imprese di piloti come Vincenzo Lancia e Felice Nazzaro, che fanno conoscere in tutto il mondo i modelli prodotti dalle fabbriche italiane, dalla Fiat all'Itala. La velocità entra prepotentemente anche nell'arte, influenza la pittura (con opere rilevanti di Boccioni e Balla), ispira gruppi d'avanguardia come cubisti e futuristi, e definisce radicali contrapposizioni culturali, facendo il suo ingresso nelle pagine della letteratura. E si riflette nel costume: è il tempo degli incontri furtivi protetti dalla capote e delle fughe passionali con rubacuori che il volante rende irresistibili. "Bolidi" ricostruisce l'avviarsi di un'epoca di vertiginosi mutamenti nella quale l'automobile sarà protagonista, continuando a mantenere negli anni la forza vitale e inarrestabile degli esordi.


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