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Unione Sovietica, 1953. Il regime di Stalin è al vertice, con l'entusiastica collaborazione del Ministero della Sicurezza e dell'MGB (precursore del nefando KGB), l'organismo di polizia segreta la cui brutalità e la continua pratica di torture non sono un segreto. La popolazione è costretta a credere che il crimine è stato debellato in tutto il paese, che tutti sono felici e che il governo rappresenta il punto di riferimento e di ispirazione morale per ogni cittadino modello. Quando tuttavia il cadavere di un ragazzino viene ritrovato sui binari di un treno, l'ufficiale dell'MGB Leo Demidov si sorprende che i genitori del piccolo morto siano convinti si tratti di omicidio. I superiori di Leo gli ordinano di non indagare né su questa morte né sulle altre che seguiranno. Leo obbedisce, anche se sospetta che qualcuno di molto importante possa essere implicato. Smetterà di obbedire nel momento in cui alla giovane moglie Raisa arriveranno minacce affinchè diventi lei stessa garante e spia dell'operato di Leo. Da agente inquisitore allineato con i diktat governativi, Leo diventerà un nemico pubblico da snidare, inquisire e sicuramente eliminare. Costretti a fingere di non amarsi per non nuocersi a vicenda, Leo e Raisa, dovranno proteggersi dal nemico ufficiale e potentissimo, e dai tanti nell'ombra di cui ignorano l'identità.
16/10/2011
Lo definirei un buon thriller con solide basi storiche, purtroppo lento nella sua parte centrale e in alcune fasi delle indagini. Ambientato nell'Unione Sovietica del 1953, descrive pragmaticamente e con dovizia di particolari la filosofia Stalinista e l'idea di uno Stato Ideale ove si dubita di tutto e di tutti, arrivando addirittura a travisare la realtà allo scopo di renderla funzionale alla causa del partito comunista. Fidati, ma controlla. La criminalità non esiste e se c'è è frutto dello spionaggio occidentale. In questo contesto, si muovono i protagonisti di una vicenda reale che, nella sua forma romanzata, trova degna espressione nel primo capitolo, una sorta di prologo che invito a leggere con estrema attenzione, senza farsi fuorviare da ciò che si sarebbe portati a credere. I perché saranno ovviamente palesati nelle pagine finali, inquietanti e pietose. Il romanzo non risulta però scorrevole nel suo complesso e, a tratti, è anche dispersivo. Un vero peccato, pensando ad alcune sublimi descrizioni di paesaggi ed inseguimenti. Non un capolavoro come lo si recensisce, però ha il suo perché. Lettura in fondo in fondo consigliabile.
16/10/2011
Lo definirei un buon thriller con solide basi storiche, purtroppo lento nella sua parte centrale e in alcune fasi delle indagini. Ambientato nell'Unione Sovietica del 1953, descrive pragmaticamente e con dovizia di particolari la filosofia Stalinista e l'idea di uno Stato Ideale ove si dubita di tutto e di tutti, arrivando addirittura a travisare la realtà allo scopo di renderla funzionale alla causa del partito comunista. Fidati, ma controlla. La criminalità non esiste e se c'è è frutto dello spionaggio occidentale. In questo contesto, si muovono i protagonisti di una vicenda reale che, nella sua forma romanzata, trova degna espressione nel primo capitolo, una sorta di prologo che invito a leggere con estrema attenzione, senza farsi fuorviare da ciò che si sarebbe portati a credere. I perché saranno ovviamente palesati nelle pagine finali, inquietanti e pietose. Il romanzo non risulta però scorrevole nel suo complesso e, a tratti, è anche dispersivo. Un vero peccato, pensando ad alcune sublimi descrizioni di paesaggi ed inseguimenti. Non un capolavoro come lo si recensisce, però ha il suo perché. Lettura in fondo in fondo consigliabile.
21/08/2011
Una lettura sempre tesa. Eccelle nei dialoghi, meraviglia nella semplicità. Stimola, incuriosisce e inquieta.
26/09/2009
Bel libro. Argomento tristemente noto di un perido da dimenticare. Ma la storia è assolutamente nuova.
