Tutto ha inizio quasi per gioco, per una di quelle puerili provocazioni che gli innamorati mettono in scena contro la noia e la routine quotidiana. Lui è in bagno, pigramente sdraiato nella vasca: ha appena finito di tagliarsi i baffi e già immagina la reazione della moglie Agnès e dei suoi amici. Ma nessuno adesso lo ricorda con i baffi e si accorge della sua piccola ma fatale trasformazione. Quello che doveva essere un semplice gioco diventa un incubo atroce, una terribile maledizione che lo spingerà alla ricerca della propria vera identità prima a Hong Kong e poi a Macao, lontano da tutti, in un vagabondaggio vacuo e illusorio. Il taglio dei baffi sembra aver rotto l'equilibrio della sua vita mettendone a nudo la calma 'mostruosità': il protagonista scopre di essere al centro di un mondo insensato che congiura contro di lui e la sua verità. Proprio nella descrizione cruda e incalzante di questo abisso di solitudine e strisciante follia, Carrère dimostra indubbie qualità di narratore, offrendo uno spaccato lucido e impietoso della psicopatologia della vita quotidiana.
