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Un importante saggio su una delle maggiori figure della storia della musica, Johann Sebastian Bach (1685-1750), scritto da un musicologo di fama. Le esperienze artistiche e familiari del grande compositore tedesco.
03/02/2011
Sono un appassionato di Bach ed in genere dalla musica cosiddetta antica. Ho letto il libro che mi è piaciuto moltissimo. Buscaroli è sicuramente una tra le più brillanti se non la più brillante mente in materia di musicologia che esista non solo in Italia ma a livello internazionale. Rende piena giustizia ad un vero genio a cui tutta l'umanità più colta e civile guarda con gratitudine. Vorrei soffermarmi su due aspetti. Non condivido pienamente il giudizio troppo negativo che attribuisce l'esimio autore ai musicisti filologi che suonano con gli strumenti d'epoca. Basti pensare a figure come Gustav Leonhardt o Nicolaus Harnoncourt e tanti altri. Questi grandi maestri hanno contribuito a far conoscere ed amare la grande musica di Bach a molte persone non necessariamente musicisti professionisti o dilettanti che dir si voglia. Io penso che alla fine eseguire la musica di Bach su un cembalo od una tastiera elettrica non conti. Conta eseguirla nel migliore dei modi (con passione). Poi è una questione di gusto personale. Il secondo aspetto riguarda il mistero dei capolavori che Bach teneva nel cassetto e non ha mai pubblicato. Io mi sono fatto l'idea che Bach oltre ad essere un perfezionista che voleva pubblicare solo musica ad altissimo livello (allo stesso modo di Corelli per intenderci), abbia sempre covato l'idea di poter diventare un giorno editore di se stesso insieme ai figli e di poter lucrare in senso positivo (cioè arricchirsi). Qualche indizio in tal senso esiste.
27/04/2009
Al commento precedente, volevo solo aggiungere una mia ipotesi su quanto può essere successo a Cothen. Il matrimonio fra Bach e Maria Barbara, non era stato un matrimonio combinato. E se lo era, c'era stato un imprevisto: si erano innamorati veramente. La gente è sempre stata invidiosa di due che si amano. All'epoca poi, le coppie erano soggette ad uno stretto controllo da parte della comunità. La loro vita sessuale veniva passata al setaccio e attentamente esaminata. Si arrivava addirittura a mostrare pubblicamente le lenzuola sporche di sangue, dopo la prima notte di nozze, per dimostrare che la sposa era stata deflorata e che l'atto sessuale era avvenuto. L'etica protestante era sotto certi punti di vista più bigotta e severa di quella cattolica. Con queste premesse, Bach e Maria Barbara non passavano di certo inosservati, suscitando scandalo e invidia. Bach doveva essere un uomo molto bello e molto maschio, molto più bello di quello che vorrebbero far capire i falsi ritratti e le false ricostruzioni al computer del suo volto. Da cosa si deduce che era molto bello e molto maschio? Dal fatto che ha subito abusi e molestie da parte di gay. E' persino matematico: più uno è bello più subisce molestie e attenzioni non gradite. I gay poi hanno la mania di andare a molestare l'eterosessuale che non ci sta; è il loro chiodo fisso, oggi come allora. Bach ha sempre incontrato sulla sua strada pastori gay, nobili gay, consigli comunali in gran parte costituiti da gay; che gli hanno reso la vita difficile perchè era bravo, bello e non ci stava. Proprio loro, quelli che possiamo vedere nei ritratti dell'epoca, imparruccati e addirittura incipriati: i finocchi del '700. Che mettevano il parrucchino per distinguersi dalla massa che non lo portava, ma anche per far capire le loro tendenze. Proprio quelli che sono passati alla storia, gli stessi che hanno detto menzogne su Bach. E adesso torniamo a Cothen. Bach e Maria Barbara arrivano alla reggia. Il principe di Cothen usa da subito la musica come pretesto per molestare Bach. E' irritato da suoi no e geloso del suo amore per la moglie. Le sue attenzioni si fanno sempre più asfissianti e appiccicose. Vuole tenerlo lontano il più possibile da Maria Barbara e per questo lo obbliga a seguirlo sempre nei suoi viaggi. Lo paga di più dei padroni precedenti, perchè è implicito che pretende delle prestazioni sessuali da lui. E' giusto sottolineare che denunciare molestie e abusi non è facile neanche oggi, non lo è per una donna e non lo è per un uomo. Inoltre mettere sotto accusa un nobile era all'epoca una cosa molto difficile e pericolosa, si rischiava di finire sul patibolo. Bach decide di andarsene, a questo punto il principe uccide Maria Barbara probabilmente avvelenandola. Come si fa a dedurre che si tratta di omicidio? Maria Barbara muore all'improvviso, in circostanze che non sono mai state chiarite, non si sa neanche dove sia stata sepolta. L'esperienza mi insegna che le cose taciute sono le più imbarazzanti e compromettenti. Bach in qualche modo riesce a smascherare il principe agli occhi dei sudditi. Il principe corre ai ripari con una sequenza di matrimoni riparatori. Obbliga Bach a sposare Maddalena Wilke, per castigarlo, scegliendola lesbica e incapace di avere rapporti con un uomo. Poi lo manda a San Tommaso a Lispia: un posto che assomiglia di più ad un carcere minorile che ad una scuola di musica; niente donne, solo maschi minorenni. Dispone che Bach sia costretto a comporre una Cantata sacra alla settimana. Penso che per un musicista corrisponda ad una condanna ai lavori forzati. E' chiaro che il principe vuole costringere Bach alla castità e esclusivamente devoto alla musica da chiesa. Punito Bach, si sposa lui stesso con una ragazza scelta a caso, da inseminare per avere una discendenza, salvando la faccia e le apparenze. Questo è quanto. Una squallida storia di checche invidiose, di matrimoni combinati e di un amore negato. Medea Neri
26/08/2008
Buscaroli ha ragione nell'attaccare i bacchettoni (a cominciare da Forkel) che hanno sempre scritto un mucchio di stronzate sul conto di Bach. Avrebbe però dovuto informarsi meglio sulla famiglia nel '700. Avrebbe scoperto che le famiglie allargate di 20 o più persone erano comunissime all'epoca. Lo sono state persino in Italia, nelle campagne, fino agli anni '50 del 1900. Sbaglia anche a pensare che all'epoca Bach fosse considerato un mostro sacro della musica, altezzoso e conteso da corti e chiese. La verità è un'altra: tutti i musicisti all'epoca erano considerati dei servi, alla mercè dei signori locali che li trattavano come schiavi, e con cui facevano il bello e il cattivo tempo. La visione del musicista come essere superiore, come genio, è venuta nell'800, quindi molto più tardi. Bach non era sicuramente nelle condizioni di darsi importanza. E' vero che deve avere avuto, tutto sommato, un atteggiamento menefreghista (non da guappo però come dice Buscaroli: siamo in Sassonia, mica a Napoli) e spavaldo, è vero che si faceva gli affari suoi, che deve avere cercato malgrado tutto di vivere la sua vita a dispetto di ottusità e ricatti da parte delle varie autorità, ma non era assolutamente nelle condizioni di darsi delle arie da grande musicista, vista la condizione servile che i musicisti conoscevano nei confronti dei capricci dei signori locali.Bach era anche un poveraccio che ha subito abusi e soprusi, ricatti e vessazioni. Era sicuramente eterosessuale, in questo dà ragione a Buscaroli, ma non un super uomo. Diciamo un uomo normale con dei normali appetiti sessuali; anche se è vero che, all'epoca, si faceva l'amore molto più di adesso.
04/09/2004
Quando si tenta di infangare un mito il popolino gode sempre.
15/07/2003
enrico benetto - ebenetto@yahoo.it
Un'analisi delle fonti poderosa, attenta e soprattutto libera dai condizionamenti ottusi delle università. Centinaia di falsità distrutte, a cominciare dai falsi ritratti onnipresenti su volumi e CD. Questo volume rivela finalmente il vero Bach. Non il pio Cantor dedito a comporre cantate..immagine propinataci da Spitta in poi ed oltremodo falsa ed ipocrita. Ma il sublime teorico di armonie perfette, insofferente alla musica religiosa ed alle rigide norme delle chiese, anche un po' guascone e collerico.. Grazie Buscaroli!

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