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Vent'anni fa si apriva la drammatica (e spettacolare...) stagione dei serial killer: "Una nuova specie, un mutante sociale. Un prodotto della nostra civiltà, un uomo moderno, capace di sopravvivere nella nostra insensibile società tecnologica". Cosí scrive Joe R. Lansdale in "Atto d'amore", l'opera con cui esordisce nel 1981, una potente miscela di giallo, 'noir' e commento sociale, "un romanzo importante" come afferma Andrew Vachss nell'introduzione, che anticipa e contiene tutti i libri e i film che verranno dopo, pronti a celebrare il fascino dei serial killer contemporanei.
Per le strade di Houston si aggira un moderno Jack lo Squartatore, e Marvin Hanson e Joe Clark sono i poliziotti incaricati dell'indagine. Hanson in particolare, un detective nero, è disgustato dagli omicidi, dalla loro ripugnante violenza, e si dedica alla caccia con un sentimento di vendetta personale. Ma l'inchiesta è un tuffo nel dolore e nell'ambiguità, un itinerario in cui è facile perdere la ragione e trasformarsi a propria volta in ciò che più si odia.
13/12/2008
Ieri sera la casa si è zittita molto presto, erano poco più che le 22e23, e quindi mi sono piazzato comodo sul divano con libro e matita per gli appunti. Sono quasi alla fine di ''atto d'amore'' e ogni pagina che passa è sempre più coinvolgente. In dieci pagine ho cambiato 3 teorie su chi fosse l'assassino (questa volta forse non è il maggiordomo), ogni minuto che passava cresceva in me una strana sensazione. Ogni volta che ero convinto di aver capito tutto il buon Joe rovesciava le mie teorie come una tasca vuota. Mentre leggevo il cervello pretendeva di arrivare prima degli occhi ma non è stato così. Le ultime quattro pagine sono state illuminanti, ma solamente perchè è stato svelato l'arcano dall'autore. Ci sono rimasto male e il cuore mi è salito in gola, era tanto che non provavo una sensazione così. Non capivo cosa fosse ma tutto mi è stato chiaro quando ho chiuso il libro a pagina 211 per andare a dormire: Avevo paura. Una fottuta paura! Ho spento la luce del salotto e in casa è sceso il buio, la paura è aumentata ed è stata smorzata dalla luce del bagno; è continuata qualche minuto poi devo essermi assopito, comunque ho avuto una notte molto tormentata, vivendo sogni più ''faticosi'' del solito. Quando mi sono svegliato ero ancora scosso, mia mamma può testimoniarlo. Non avrei mai pensato di arrivare a tanto leggendo un libro.
06/10/2005
Marino - m.poduje@virgilio.it
Un buon thriller scritto come una sceneggiatura cinematografica, secondo lo stile di Lansdale. Buoni colpi di scena, linguaggio estremamente crudo e visivo, ottimo il finale ma il tutto...fin troppo scontato! Quanti films abbiamo visto con una trama simile! E non mi faccia credere Lansdale, nel suo commento finale alquanto pretenzioso ed arrogante, di essere stato uno dei primi, se non il primo, a trattare un argomento del genere!
