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-15% Aprire Venere. Nudità, sogno, crudeltà Georges Didi Huberman 978880615968
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Aprire Venere. Nudità, sogno, crudeltà


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Altri dati

  • Formato:

    Illustrato
  • Editore:

    Einaudi
  • Anno di pubblicazione

    2001
  • Collana:

    Saggi
  • Lingua:

    Italiano
  • Titolo originale:

    Ouvrir Vénus. Nudité, reve, cruauté
  • Lingua originale:

    Francese
  • Pagine:

    98
  • Traduttore:

    Stefano Chiodi
  • Codice EAN:

    9788806159689
  • Generi:

    Arte e Illustrati, Critica D'Arte

I contenuti

La "Nascita di Venere", il celebre dipinto di Sandro Botticelli conservato agli Uffizi di Firenze, venne commissionato al pittore verso il 1484 da Lorenzo de' Medici, il più grande mecenate del tempo, per adornare una sua residenza. Il quadro è da allora entrato stabilmente a far parte dell'immaginario collettivo come la più perfetta rappresentazione degli ideali umanistici, sintesi esemplare del "ritorno degli antichi dèi" e della pura bellezza classica del nudo. Attraverso un approfondito riesame delle fonti letterarie e originali accostamenti culturali, Georges Didi-Huberman guida in questo saggio il lettore in tutt'altra direzione, portandolo a scoprire come nel Quattrocento l'immagine della nudità celasse al proprio interno sensazioni impure, inquietanti e minacciose, tutti elementi che le letture canoniche del dipinto hanno deliberatamente tralasciato o occultato. La nudità di Venere viene così 'aperta' e ricondotta alla sua natura contrastata, mitologica e realistica, morale e sessuale al tempo stesso, attraverso un'indagine che coinvolge fonti e riferimenti ad ampio raggio, sia cronologico che tematico. L'autore analizza in successione altre opere di Botticelli, come i quattro pannelli con la crudele storia di Nastagio degli Onesti, narrata da Boccaccio nel "Decameron", e l'autobiografica "Calunnia", la lettura 'apocalittica' di Savonarola, che incendiava allora Firenze con i suoi sermoni, e approfondisce al tempo stesso il tema 'spinoso' della nudità facendo riferimento, tra gli altri, a Freud, Bataille, Sade e alle indicazioni di Warburg e Wind. Con questo studio originale, che non manca di soffermarsi anche sulle cere anatomiche settecentesche conservate a Firenze, Didi-Huberman svela al lettore l'ambivalenza costante e ineliminabile che caratterizzò l'Umanesimo mediceo e la natura duplice, perturbante e umanissima di ogni nudità.


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