Mentre il sole tramonta su un mare in tempesta, un uomo, seduto nel salottino di un antico e freddo castello sulle coste della Cornovaglia, comincia a interrogarsi sul significato della sua esistenza, improvvisamente squassata da un evento che ha messo in discussione quarantacinque anni di serena vita coniugale. Sarah, sua moglie, è morta da appena ventiquattr'ore, uccisa da un colpo di pistola alla tempia. E' stato lui ad ammazzarla, e lo ha fatto con la determinazione e la freddezza di un assassino. Le ragioni che lo hanno portato a compiere un gesto così lontano dalla sua natura affondano in un passato remoto, di cui emergono alla memoria solo frammenti disarticolati.
Ricostruire quel periodo della sua giovinezza, trascorsa con atteggiamento distaccato tra i rampolli dell'alta società londinese, significherà resuscitare un tempo in cui lui, James Farrell, ha conosciuto l'amore appassionato per Ella, cugina di Sarah, l'amicizia disinteressata del giovane pianista Eric, i primi successi come violinista, ma comporterà anche una straziante resa dei conti con la propria coscienza. Ella ed Eric infatti, entrambi vittime della perfidia altrui, acquistano, man mano che il loro ricordo si distende nella memoria, la fisionomia di fantasmi inquietanti. Esigono da parte sua assunzioni di responsabilità da cui è sempre rifuggito in nome di un'innocenza che si rivelerà essere un comodo alibi.
Con questo primo romanzo, Richard Mason ci racconta, attraverso un abile scavo psicologico, storie di vite a cui è stata negata la possibilità di realizzarsi pienamente, perché è mancato a tutti, anche se in misura diversa, il coraggio della verità, perché ognuno, più o meno consapevolmente, è stato subdolo nei confronti dell'altro, portando all'estremo odio e gelosie, perché il destino, almeno quello che tesse le esistenze dei protagonisti di Anime alla deriva, è un signore cinico e severo che non risparmia nessuno.
22/10/2007
Non capisco perchè definiate gli scavi psicologici di questo giovane artista ''linguaggini noiosi'' o ''parole superflue'', anzi è propio con questi che riesce a descrivere con incredibile cinismo la crudeltà di cui l'uomo è capace. Senza di essi sarebbe soltanto - come molti critici l'hanno definita - una soap opera letteraria scritta con raffinata esposizione.
21/05/2007
veramente ridicolo l'espediente finale dello scambio di persona...onestamente mi aspettavo un escamotage meno banale per mettere nei guai la protagonista di quello di far assumere alla cugina crudele i suoi panni...l' unica cosa decente del romanzo e forse allo stesso tempo il suo pregio principale e il peggior difetto è l' atmosfera particolare ,quasi atemporale ma innegabilmente affascinante che avvolge l'intera storia.
23/03/2007
Anche questo è uno dei libri parecchio sopravvalutati da critica e pubblico.Come hanno scritto altri qui, si sarebbe potuto scrivere la storia in 30 pag.e tutto il resto è veramente superfluo e rende il libro noioso.Forse, se fosse stato più breve il finale non sarebbe risultato al di sotto delle aspettative...
16/09/2003
barbara - bverola@omniway.sm
Ho incominciato a leggere questo libro da pochi giorni, su suggerimento di un'amica a cui è piaciuto tantissimo, ma già dalle prime pagine rimango perplessa: in quale epoca si svolge la storia? Essendo un uomo di 70 anni che racconta la sua giovinezza suppongo sia ambientata almeno 50 anni prima... e come è possibile che venga menzionato un ''cellulare'', jeans, flash e macchine fotografiche... per di più in una Londra di ambientazione molto aristocratica... Sicuramente proseguirò nella lettura, però questo inizio mi ha fatto perdere la credibilità della storia.
15/06/2002
Luciano - sangrila31@hotmail.com
Avete presente le novelle del Verga, solide, asciutte, efficaci, che in poche decine di pagine sviluppavano e concludevano una vicenda drammatica, che ricordiamo ancora dopo 30 anni? Ecco: fate inventare una storia simile ad un americano che per scrivere ha frequentato una scuola di ''creative writing'' come se fosse la scuola Radioelettra, e la prima cosa che farà sarà di infarcirla di lungaggini noiose, inutili e sfibranti al fine di raggiungere le 300 pagine e poter dire: ho scritto un libro.
15/05/2001
<br>Francamente devo dire che sono rimasto scioccato da questo libro, nel senso positivo del termine però. Sono stati due i giorni che ho impiegato a leggerlo, e non perchè non abbia voluto ma perchè altre incombenze lo hanno messo da parte, altrimenti sarebbe stato "divorato" molto prima. L' autore mescola sapientemente suspense ad alta introspezione psicologica, il tutto reso ancora più interessante dalla meravigliosa scrittura di Mason. La sua fluidità e facilità nel narrare, intrigare,rapire e meravigliare lascia a bocca aperta e trasferisce il lettore dentro la storia più che nelle pagine stesse del libro. L' articolatissima e intrecciatissima trama è incorniciata dalla continue riflessioni del protagonista, un vecchio pieno di rimpianti verso quello che è stato e ciò di cui ne ha fatto. La ripetitività dei suoi pensieri e le scarse informazioni restano tuttavia il tallone d'Achille di questo capolavoro, i nostalgici dei romanzi Otto/Novecenteschi, imperniati sulla partecipazione del lettore, della messa in comune delle informazioni,della profonda impronta ideologico-culturale troveranno forse un pò scarso il suo contenuto; possiamo dirlo, sicuramente questo scritto è frutto anche della propria compiacenza verso le doti a sua disposizione, beato lui che le ha! Personalmente ritengo questo deficit poco influente, poichè in poesia sarebbe definito " il saper dire senza però rivelare totalmente", lasciando cioè quell' alone di mistero che accompagna il lettore nella sua avventura, piena di emozioni, sbalordimenti, improvvisi stupori. Avrete senz'altro capito che mi è piaciuto estremamente e, non ve lo nascondo, è proprio così. Chi può lo legga, ne vale veramente la pena.
20/02/2001
un'opera intrigante,dal finale inaspettato. nonostante ciò non crea suspanse durante la lettura. Ha il pregio di essere un libro da lettura scorrevole.
26/12/2000
<br>Senz'altro uno dei libri più belli degli ultimi vent'anni. Lo consiglio a tutti coloro che vogliono leggere un libro pieno di suspence e lo sconsiglio invece a tutti quelli che hanno il brutto vizio, come me, di leggere i libri belli tutto d'un fiato: starete svegli tutta la notte per sapere come va a finire!
