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Nell'estate del 1956 Jack Kerouac passò nove settimane come avvistatore di incendi sulla cima della Desolation Peak nella Catena delle Cascate a nord - ovest di Washington: dormiva in un sacco a pelo e scriveva ad un tavolo di fronte al Monte Hozomeen che per lui simboleggiava "il Vuoto" buddista. A quel tavolino scrisse gli haikus, che poi inserirà in Angeli di desolazione, e il diario che sarebbe diventato la prima parte del libro. Questo è forse il libro in cui Kerouac delinea con maggior chiarezza i ritratti dei protagonisti della Beat Generation, anticipando i temi del suo romanzo più celebre, Sulla strada. Tuttavia il libro non è soltanto il documento di un'epoca fatta di estasi ed inquietudini, è anche una meditazione sull'altalena che tiene in bilico lo scrittore tra il "Nulla" della dottrina buddista e l'incalzare della vita quotidiana basata sull'avventura.
22/01/2004
è sicuramente, insieme a ''on the road'', il miglior libro di Kerouac, il più riuscito. intimo, romantico, intenso. uno stile unico per un libro indimenticabile. uno di quei libri che ti cambia la vita. ANDREA
29/10/2003
Dei libri di Kerouac questo è, a mio parere, quello più rappresentativo del suo modo di sentire e vedere la vita. Traspare vivacemente, nel pieno ''stile Kerouac'', la difficoltà del vivere un mondo fatto di luogni affollati, di persone, di caos, di viaggi interminabili sulle strade d'America...e dell'altrettanto difficile opera buddista di meditazione e contemplazione del ''Vuoto'' zen...difficoltà o piacevole contrasto da vivere pienamente?Grande libro,ricco di bellissime intense pagine. .ashenlady.

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